L’«ERMAHNUNG AN DIE TEUTSCHE» DI G. W. LEIBNIZ. INDEX LOCORUM
Eugenio Canone
L’«ERMAHNUNG AN DIE TEUTSCHE» DI G. W. LEIBNIZ

INDEX LOCORUM
1

Il manoscritto non datato della Ermahnung an die Teutsche, ihren verstand und

Sprache beßer zu üben, samt beygefügten vorschlag einer Teutsch-gesinten gesellschaft
fu ritro-

vato solo nel 1846 da Carl Ludwig Grotefend e pubblicato da questi nello

stesso anno1. Come possibili date di stesura, Grotefend suggeriva, rifacendosi

alla menzione nel testo di un trattato di pace2, il 1679, data della Pace di

Nimwegen, o il 1697, anno della Pace di Rijswijk, optando infine per l’inverno

del 16793. Entrambe le ipotesi sono plausibili, in quanto l’Ermahnung presenta

punti di contatto, da un lato, con il Consilium de scribenda historia naturali4 e con

la Consultatio de naturae cognitione5 – che con ogni probabilità risalgono al

16796 – in cui Leibniz prospetta la fondazione di una società che promuova

la ricerca nel campo delle scienze naturali, toccando anche la questione

dell’uso della lingua tedesca in ambito scientifico, dall’altro lato, con gli Unvor-

greiffliche Gedancken, betreffend die Ausübung und Verbesserung der Teutschen Sprache
,

testo la cui prima stesura risale probabilmente al 16977 e che è anch’esso

2

incentrato sul progetto di una società scientifica che dovrebbe tra l’altro svol-

gere ricerche linguistiche di ampio respiro con l’obbiettivo di costituire un

grande dizionario della lingua tedesca e di creare, come base di un ulteriore

sviluppo scientifico in Germania, un nucleo di testi scientifici scritti nella

madrelingua. Tra gli editori successivi dell’Ermahnung8, Paul Pietsch ha pro-

posto come data di stesura il 1683, interpretando l’accenno fatto nel testo ad

una possibile caduta di Vienna9, come riferimento all’occupazione della città

da parte dei Turchi in quello stesso anno10. I curatori dell’edizione critica

dell’Ermahnung, inserita nella sezione «Politische Schriften» delle Sämtliche

Schriften und Briefe
, ripropongono come data di stesura dell’opera la fine del

1679, ricollegando l’accenno alla caduta di Vienna con l’aggressione di Imre

Tököly nell’autunno di quell’anno11.

L’Ermahnung an die Teutsche si inserisce nell’articolata riflessione politica

leibniziana come discorso programmatico teso a definire e sollecitare una poli-

tica culturale che, attraverso l’attività di un’accademia delle scienze con il

compito primario di organizzare e guidare vaste ricerche in tutti i campi del

sapere, in stretto contatto con le istituzioni scientifiche e le imprese commer-

ciali, venisse a coinvolgere le forze produttive dell’intero paese. Il motivo

principale per cui Leibniz incentra il suo discorso sulla questione della lingua

e insiste sull’uso del tedesco in ambito scientifico è quindi da ricercare nell’in-

tento di elevare la nazione tedesca politicamente e, di conseguenza, cultural-

mente, attraverso la funzione centralizzante della lingua nazionale, affinché

possa competere, sia sul piano scientifico sia su quello letterario, con le altre

nazioni europee. Non a caso le parole che ritornano più volte nel testo appar-

tengono sostanzialmente a due sfere: quella politica, tra le quali deutsch,

Deutschland
, Freiheit, Land, Macht, Nation e Volk sono le più significative, e quella

scientifico-letteraria che presenta, tra le parole con la frequenza più alta,

Schrift, Sprache, Wissenschaft e Wort. L’esortazione ai tedeschi «ihren verstand

und sprache beßer zu üben» si universalizza nella rivendicazione di un primato

e di una missione storici dell’imperatore e della nazione tedeschi:

Die Mayestät unsers Kaysers und der teutschen Nation hoheit wird von allen

Völkern annoch erkennet, bey Concilien[,] bey versamlungen wird ihm und seinen

3

bothschafftern der Vorzug nicht gestritten. Er ist das weltliche Haupt der Christenheit,

und der allgemeinen Kirchen Vorsteher12.

La ripresa della tradizione medievale del Sacro Romano Impero diventa il

fulcro di una concezione dell’universalismo cristiano impregnato di motivi lai-

co-nazionalistici, che successivamente, negli Unvorgreiffliche Gedancken, si puntua-

lizza con forza programmatica:

Die Teutsche Nation hat unter allen Christlichen den Vorzug, wegen des Heili-

gen Römischen Reichs, dessen Würde und Rechte sie auff sich und ihr Oberhaupt

gebracht, welchem die Beschirmung des wahren Glaubens, die Vogthey der allgemei-

nen Kirche, und die Beförderung des Besten, der gantzen Christenheit oblieget, daher

ihm auch der Vorsitz über andere hohe Häupter ohnzweiffentlich gebühret und gelas-

sen worden13.

Quali impedimenti, tuttavia non insormontabili, sulla via verso un rinvi-

gorimento dello Stato in vista della sua missione cristiana e culturale, Leibniz

deplora la lacerazione del paese in seguito alla guerra dei Trent’anni, la man-

canza di una vera capitale, lo scarso impegno culturale dell’aristocrazia14 e la

«religions-trennung» che «in den Studien selbst einen… riß in Teutschland

gemacht»15. Questi motivi politici, religiosi e culturali si fondono in una

visione politica centralista che Leibniz vede in parte realizzata nella compre-

senza di tali motivi in alcune figure storiche, quali Leone X, Francesco I o

Richelieu16.

L’obbiettivo concreto dell’Ermahnung, vale a dire la fondazione di una

società che, sotto il patrocinio di un nobile mecenate, curasse la pubblicazione

di una serie di opere fondamentali scritte in lingua tedesca17, è anche l’istanza

principale del Consilium e della Consultatio, dove si dà tuttavia maggiore spazio

ai compiti e all’organizzazione interna di questa società. Altro punto chiave

dell’Ermahnung è la convinzione che per promuovere le scienze occorra la par-

tecipazione di tutti gli strati della popolazione, mentre invece «bey der ganzen

Nation aber ist geschehen, daß die jenigen so kein latein gelernet, von der

wißenschafft gleichsam ausgeschloßen worden»18. Questo pensiero, essenziale

4

per un’adeguata comprensione dell’impegno leibniziano sul piano linguistico,

trova un’esatta corrispondenza nella Consultatio, dove Leibniz afferma:

Dum interea nostri homines etiam discendi avidi, in rerum cognitionem non nisi

post herculeos superatarum linguarum labores admittuntur, quibus saepe animi acies

obtunditur; qui vero sive impatientia, sive infelicitate sua a latinitate repulsam passi

sunt, hi velut ad ignorantiam condemnati habentur, magna boni publici jactura. Scien-

tia enim est luminis instar quod in singulos diffusum esse, omnium interest19.

Così «die Sprache[,] welche gleichsam als ein heller Spiegel des Verstan-

des zu achten»20 – concetto chiave che ritornerà negli Unvorgreiffliche Gedan-

cken
e nei Nouveaux Essais21 –, in questo caso la lingua tedesca, deve diventare

il mezzo di comunicazione anche nelle scienze, come lo è già nei mestieri. A

partire dalla Dissertatio praeliminaris alla sua edizione del De veris principiis et vera

ratione philosophandi contra pseudophilosophos
di Mario Nizolio (1670)22, in cui Leib-

niz discute tra l’altro l’adeguatezza della lingua tedesca alla prosa scientifica e

filosofica, egli dedica sempre maggiore attenzione allo studio della lingua e in

particolare dei Kunstwörter23. La creazione e l’utilizzazione nella vita quotidiana

di termini tecnici in lingua tedesca dei vari mestieri devono servire come

modello per l’arricchimento della terminologia scientifica24. La stessa Ermah-

nung an die Teutsche
è un testo di notevole ricchezza lessicale; essa presenta, per

un numero complessivo di 1637 lemmi, ben 957 lemmi con una sola occorren-

za, 269 con 2 occorrenze, 117 con 3 e altri 194 lemmi con meno di 10 occor-

renze. Non è quindi casuale se l’Ermahnung (insieme agli Unvorgreiffliche Gedan-

cken
) figura tra le fonti del Deutsches Wörterbuch dei fratelli Grimm25 – natural-

mente anche perché si tratta di uno dei pochi testi leibniziani scritti in tede-

sco.

Che Leibniz avesse una conoscenza diretta e precisa del mondo commer-

ciale ed industriale dell’epoca, è dimostrato nell’Ermahnung dalla notevole scel-

ta di termini che appartengono a tale ambito – e che solo raramente superano

5

le due occorrenze –, tra i quali Bergwerkssache, Eisenüberzinnen, Metall e Salzquelle

sono di particolare interesse in quanto possono considerarsi un’ulteriore con-

ferma della tesi fino ad oggi più convincente intorno alla data di stesura

dell’opera. Il 30 settembre 1679, Leibniz firmò un contratto con l’amministra-

zione delle miniere di Clausthal nello Harz, nel quale veniva approvata, per

un anno, la sperimentazione di una macchina a vento (Windkunst) di sua

invenzione26. È probabile che la particolare attenzione rivolta nel testo all’in-

dustria mineraria sia da ricollegare a questa sua prima attività in tale campo.

Il testo dell’Ermahnung an die Teutsche su cui si basa il seguente indice (il

riferimento rimanda alla pagina e alla riga) è quello della citata edizione criti-

ca, al cui apparato si rinvia in generale per i criteri editoriali adottati dai cura-

tori. L’Ermahnung presenta 7764 occorrenze di parole riconducibili a 2398 for-

me diverse, a loro volta riconducibili a 1637 lemmi, tra i quali 5 termini lati-

ni: chirurgus, extremum, ingenium, medicus e summa.

Nella lemmatizzazione ci si è valsi, come dizionari di riferimento, del

Deutsches Wörterbuch di Gerhard Wahrig, Neuausgabe, Gütersloh 1980, e del

Duden – Das große Wörterbuch der deutschen Sprache in sechs Bänden, Mann-

heim/Wien/Zürich 1976-1981. Qualora una parola non fosse attestata in uno

di questi dizionari, si è fatto riferimento, per ovviare a una normalizzazione

indebita, al Deutsches Wörterbuch di Jakob e Wilhelm Grimm, 33 voll., Leipzig

1854-Stuttgart 1971. Così, la forma ohngefehr è stata lemmatizzata come ungefähr,

mentre invece la forma iezo appare sotto il lemma jetzo, conformemente all’uso

dell’epoca. Ciò vale in particolare per gli aggettivi non riconducibili al verbo,

quale, ad esempio, obgedacht. Così, anche le forme schlechten e schlechter sono lem-

matizzate sotto un unico lemma, schlecht, sebbene solo schlechten si riferisca

all’uso di schlecht in opposizione a gut, mentre il significato della forma schlechter

corrisponde all’uso odierno di schlicht27.

Si è optato per il lemma tedesco anche nei casi in cui la grafia delle forme

derivate da prestiti linguistici rimanda alla lingua d’origine; in tal modo, le

forme chocolate e Catoens appaiono sotto i lemmi Schokolade e Kattun. Specialmen-

te in quest’ultimo caso, la forma declinata Catoens induce a considerarla come

prestito piuttosto che come parola neerlandese28.

Per quanto concerne l’individuazione delle forme, sono state considerate

forme uniche :

– parole collegate da trattino (ad esempio Gottes-Vergeßenheit);

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– parole composte, scritte separate nel testo, che secondo i dizionari di

riferimento vanno scritte unite (ad esempio gemüths lust);

– forme verbali composte con prefisso separabile; (ad esempio gehet an);

– forme composte di cui nel testo è sottintesa una parte. In tali casi, la

parte ripristinata della forma composta è stata inserita tra parentesi quadre (ad

esempio Amts[geschäffte]).

Per quanto riguarda i criteri di lemmatizzazione, ci si è attenuto alle rego-

le seguenti, stabilite tenendo in parte conto dei criteri osservati nel Wolff-

Index
29:

– il lemma dei sostantivi appare al nominativo singolare nella forma

che seguirebbe l’articolo determinativo der, die, das. Ciò vale anche per le for-

me sostantivate derivate da aggettivi;

– il lemma dei verbi appare all’infinito attivo presente. Ciò vale anche

per i verbi sostantivati. Le forme participiali ricorrenti nel testo sono state

lemmatizzate come aggettivi nel caso in cui l’aggettivo in questione è attestato

in uno dei dizionari di riferimento (ad esempio gelehrt), eccetto quando si tratta

di un uso participiale con evidente legame con il verbo (ad esempio eingela-

gert
);

– il lemma degli aggettivi appare nella forma indeclinata. Comparativi

e superlativi sono ricondotti alla forma positiva (tranne le forme sostantivate),

segnalandoli di volta in volta nell’ordine alfabetico con un rinvio alla forma

positiva. Ciò vale anche per le forme irregolari, salvo che per quelle avverbiali

(ad esempio sehr). L’uso avverbiale è stato indicato laddove le forme occorrenti

sono usate sempre come avverbi. Non si è fatta invece distinzione tra l’uso

aggettivale e quello avverbiale nei casi in cui, tra le varie forme occorrenti,

sono presenti entrambi;

– il lemma dei pronomi è al nominativo singolare, eccetto alcuni pro-

nomi (ad esempio solch, welch) che appaiono nella loro forma priva di desinen-

za;

– i pronomi personali e riflessivi sono tutti ricondotti all’unico lemma

ich, du, er, sie, es, wir, ihr, sie, i pronomi possessivi al lemma mein, dein, sein, unser,

euer, ihr
;

– l’articolo determinativo ed i pronomi relativi e dimostrativi che pre-

sentano forme uguali, sono ricondotti tutti al lemma der, die, das;

– l’articolo indeterminativo, i pronomi indeterminati ed i numerali che

presentano forme uguali, sono stati lemmatizzati sotto il lemma ein, eine, ein;

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– nei casi di fusione tra preposizione e articolo (ad esempio zum, zur),

la forma è lemmatizzata sotto la preposizione rispettiva;

– si sono sciolte le abbreviazioni che stanno per una sola parola (ad

esempio Mayt per Majestät);

Si danno di seguito gli elenchi dei nomi di persona e dei nomi geografici

(con i rispettivi aggettivi derivati) presenti nel testo:

adamisch Asien Boccalini deutsch Cicero Deutsch ciceronianisch Deutsche Demosthenes Deutschland Fleming Engländer François Ier Europa homerisch Florenz Leo X Frankreich Leopold I. Franzose Machiavelli französisch Moses Französische Opitz Grieche Priscianus Holländer Prometheus Indien Richelieu, de italienisch virgilianisch Österreich Paris Polen Rom Römer spanisch Welsche Welschland

L’elaborazione del testo è stata effettuata presso il Lessico Intellettuale

Europeo. Si ringrazia Luisa Petrucci che ha provveduto con perizia alle opera-

zioni di immissione dei dati. Un ringraziamento particolare alla dottoressa Ada

Russo che ha curato con competenza le varie fasi di elaborazione informatica

dei dati.

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1.
G. W. Leibniz, Ermahnung an die Teutsche, ihren Verstand und Sprache beßer zm üben samt beige-

fügten Vorschlag einer Teutschgesinten Gesellschaft
, hrsg. von C. L. Grotefend, Hannover 1846.
2.
Cfr. G. W. Leibniz, Ermahnung an die Teutsche, ihren verstand und spräche beßer zu üben, samt

beygefügten vorschlag einer Teutsch-gesinten gesellschafft
, in Id., Sämtliche Schriften und Briefe, 4. Reihe: Politi-

sche Schriften
, hrsg. vom Zentralinstitut für Philosophie an der Akademie der Wissenschaften der

DDR, 3. Bd., hrsg. von L. Knabe u. M. Faak, Berlin 1986, pp. 803 e 808. Di seguito, questo

volume verrà citato con la sigla Ak.
3.
C. L. Grotefend, Vorwort a G. W. Leibniz, op. cit., V-VI.
4.
G. W. Leibniz, Consilium de scribenda Historia Naturali indagandis causis aptissima ineundaque in

eam rem societate
, in Ak, pp. 852-865.
5.
G. W. Leibniz, Consultatio de naturae cognitione, in Ak, pp. 866-883.
6.
Per il legame con la Consultatio, cfr. C. L. Grotefend, Vorwort cit., p. VI, il quale ne

pubblica un estratto (pp. VII-VIII). Per la vicinanza dell’Ermahnung con entrambi i testi, cfr. la

nota al testo in Ak, p. 796.
7.
G. W. Leibniz, Unvorgreiffliche Gedancken, betreffend die Ausübung und Verbesserung der Teut-

schen Sprache
, in Id., Collectanea etymologica… cum praefatione Johannis Georgii Eccardi, Hannove-

rae 1717. Per la datazione della prima stesura, cfr. A. Schmarsow, Leibniz und Schottelius…,

Straßburg-London 1877, p. 37; L. Neff, Über die Abfassungs-zeit von Leibnizens Unvorgreiflichen Gedan-

ken
, Durlach 1880; P. Pietsch, Leibniz und die deutsche Sprache, in Gottfried Wilhelm Leibniz. Zum

Gedächtnis an den 14. Oktober 1716
, Berlin 1916, pp. 54-62, in particolare p. 58.
8.
Per le edizioni successive, si veda Ak, pp. 795-797.
9.
Cfr. Ak, p. 808.
10.
Cfr. P. Pietsch, op. cit., p. 27.
11.
Cfr. Ak, p. 797.
12.
Ak, p. 801.
13.
G. W. Leibniz, Unvorgreiffliche Gedancken…, in Id., Collectanea cit., [rist. anast.: Hildes-

heim-New York 1970], p. 255.
14.
Cfr. Ak, p. 807.
15.
Ak,p. 808.
16.
Cfr. Ak, p. 808.
17.
Cfr. Ak, pp. 808 e 819-820.
18.
Ak, p. 809.
19.
Ak, p. 882.
20.
Ak, p. 812; cfr. anche p. 815.
21.
Cfr. G. W. Leibniz, Unvorgreiffliche Gedancken cit., p. 255; Id., Nouveaux Essais sur l’entende-

ment humain
, in Sämtliche Schriften und Briefe, 6. Reihe, 6. Bd., hrsg. von A. Robinet u. H. Schepers,

Berlin 1962, p. 333.
22.
G. W. Leibniz, Dissertatio praeliminaris, in Id., Die philosophischen Schriften, hrsg. von C. I.

Gerhardt, Bd. 4, Berlin 1880 [rist. anast.: Hildesheim-New York 1978], pp. 127-176.
23.
Sugli studi etimologici di Leibniz e sulla sua concezione del linguaggio, cfr. in particolare

S. von der Schulenburg, Leibniz als Sprachforscher, Frankfurt a.M. 1973 e H. Aarsleff, Da Locke

a Saussure
, Bologna 1984 [ed. ingl.: Minneapolis 1982], capp. I-II.
24.
Cfr. anche Unvorgreiffliche Gedancken cit., §§ 9 e 40.
25.
Cfr. J. u. W. Grimm, Deutsches Wörterbuch, vol. 33, Stuttgart 1971, p. 526.
26.
Cfr. K. Müller-G. Krönert, Leben und Werk von Gottfried Wilhelm Leibniz. Eine Chronik,

Frankfurt a.M. 1969, pp. 56-57.
27.
Cfr. P. Pietsch, op. cit., p. 96.
28.
Cfr. ivi, p. 94.
29.
Cfr. Wolff-Index. Stellenindex und Konkordanz zu Christian Wolffs «Deutscher Logik», hrsg. von

H. P. Delfosse, B. Krämer e E. Reinardt, Stuttgart-Bad Cannstatt 1987, pp. XVI-XXIV.


Eugenio Canone . :

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