Questioni scettiche. Letture introduttive al pirronismo antico

AGORA Project

Questioni scettiche. Letture introduttive al pirronismo antico

IX

PREMESSA

Viene qui raccolta una serie di contributi precedentemente editi in ri-

viste o volumi miscellanei, non sempre e non tutti facilmente reperibili o

consultabili. La spinta fondamentale a rimettere insieme i saggi qui ripre-

sentati - con titoli diversi sì, ma sostanzialmente riproposti nella loro ori-

ginaria struttura e solo in pochissimi punti sottoposti a minime modifiche

di forma o arricchiti da ulteriori rinvìi bibliografici - non è unicamente e

principalmente quella di renderli più accessibili alla lettura di un pubbli-

co più ampio, composto, auspicabilmente, non di soli ‘specialisti’, ma an-

che di studenti e studiosi interessati alla filosofia antica. In realtà la vera

motivazione che si lascia cogliere dietro questo progetto editoriale è in-

sieme più radicale e forse anche più ambiziosa. I lavori che qui vengono

riproposti sono caratterizzati infatti da una forte unità tematica, dettata

dal privilegio concesso, come oggetto di indagine, a Sesto Empirico, sicu-

ramente il più famoso e forse anche il più illustre - perfino teoreticamen-

te - fra i rappresentanti a noi noti della tradizione antica del cosiddetto

neo-pirronismo. Anzi, a voler essere ancor più precisi, letti secondo que-

st’ottica i vari lavori assemblati in questo volume possono essere forse

considerati come capitoli concatenati di un disegno unitario e omogeneo.

Da questo punto di vista il saggio di apertura costituisce in qualche

modo la preliminare - o meglio ancora: storicamente necessaria - via

d’accesso alle questioni di dettaglio affrontate negli altri contributi. Esso

è infatti caratterizzato da una sorta dì panoramica delle due grandi cor-

renti scettiche del pensiero antico (quella accademica e quella pirronia-

na/neo-pirroniana) e da una sintetica ricostruzione tanto delle linee di

fondo che animano i loro differenti modi di intendere la filosofia quanto

delle interpretazioni che questi ultimi hanno suscitato nella riflessione de-

gli interpreti contemporanei.

Dopo aver garantito un simile quadro di insieme, il senso globale di

tutti gli altri capitoli di questa raccolta si sviluppa in modo chiaro e, spe-

ro, coerente. Di volta in volta, infatti, essi si concentrano su alcuni snodi

centrali del pensiero neo-pirroniano, assumendo come punto di riferimen-

to testuale - non unico, ma sicuramente privilegiato - quella che secondo

molti studiosi viene a ragione considerata l’opera più significativa di Se-

sto: i
Lineamenti pirroniani.

Si tratta di un testo che, soprattutto nel primo dei suoi tre libri, pre-

senta un vero e proprio tentativo di auto-giustificazione filosoficamente

X

fondata e teoricamente profonda dei punti-cardine della versione pirro-

niana dello scetticismo antico. In tal senso un ruolo di primo piano, qui

analizzato in dettaglio nel secondo capitolo, spetta senz’altro all’elabora-

zione della cosiddetta ‘tropologia scettica’ e alla strategia filosofica rin-

venibile dietro la potente batteria di strumenti polemici costituita dai ‘die-

ci modi della sospensione del giudizio’, utilizzati in ambito scettico contro

la pretesa superbia intellettuale mostrata su piani e campi diversi dal pen-

siero dogmatico appartenente a varie scuole e indirizzi.

Proprio nel suo sforzo continuo di demolizione di alcuni elementi ba-

silari delle filosofie dogmatiche rivali, del resto, la tradizione neo-pirro-

niana è riuscita a offrire all’agenda filosofica una serie di critiche, che

hanno lasciato il segno non solo nella riflessione antica, ma indubbia-

mente - ancora e sempre - anche in quella contemporanea. E quanto si la-

scia cogliere con chiarezza dietro le pagine sestane dedicate ad esempio

all’esame di nozioni logiche di primo piano, come quelle di induzione e

definizione o all’attacco radicale contro il concetto stesso di causa, senza

dubbio uno dei capisaldi di una visione del pensiero filosofico riassumibi-

le nella fortunata formula dello
scire per causas (oggetto di attenzione, ri-

spettivamente, nel terzo e nel quarto capitolo).

Una vulgata in fondo abbastanza superficiale, ma troppo spesso passi-

vamente ripetuta e accettata, infine, tende a presentare lo scetticismo an-

tico - e forse ogni forma di scetticismo - unicamente nel suo aspetto di


pars destruens, sempre pronto a radere al suolo il fortino filosofico del

dogmatismo, ma strutturalmente incapace di avanzare una propria propo-

sta o addirittura condannato a una sorta di costitutiva e sterile inattività,

assimilabile alla statica vita di una pianta. Contro questo luogo comune,

alimentato spesso da una più o meno profonda ignoranza dei testi, so-

prattutto di quelli antichi, gli ultimi due capitoli di questo volume tentano

invece di mostrare, entrando ancora una volta nel cuore di alcuni passi si-

gnificativi dei
Lineamenti pirroniani debitamente confrontati con altri luo-

ghi paralleli sestani di contenuto analogo, come e quanto il neo-pirroni-

smo antico possa e debba essere valutato nella sua forza di genuina filo-

sofia, in grado di svelare pienamente il lato costruttivo del suo progetto

teorico e pratico. Così, il quinto capitolo insiste soprattutto sulla possibi-

lità e sui limiti di praticabilità da parte dello scettico di una vera ricerca

filosofica, senza trascurare le linee-guida di una sua legittima 'filosofia

del linguaggio' volta all’esito pragmatico di un efficace scambio comuni-

cativo. Insistendo su questa linea interpretativa, infine, il sesto capitolo

rappresenta quasi il culmine ideale di tutta la trattazione precedente. Sul-

lo sfondo della critica dogmatica più forte mossa contro la vivibilità stes-

XI

sa dell’opzione scettico-pirroniana, vengono infatti puntualmente ripro-

poste le contro-obiezioni avanzate da Sesto, che mirano ad assicurare an-

che allo scettico, anzi forse soprattutto se non unicamente a lui, una serie

di punti di riferimento in grado di garantirgli un sereno orientamento nel

mondo e insieme una giustificazione del suo agire quotidiano filosofica-

mente accettabile, benché priva di qualsiasi pretesa ontologicamente o

eticamente forte.

Leggendo in quest’ordine, quasi come in un crescendo, i saggi di que-

sto volume e seguendo passo dopo passo le critiche, le argomentazioni, le

posizioni di Sesto e del movimento di pensiero che egli così degnamente

rappresenta o ricapitola sarà forse possibile avvicinarsi al neo-pirronismo

antico come a una delle correnti filosofiche a mio avviso più attraenti e

senza dubbio storicamente più ricche di ‘posterità teorica’.

L’auspicio di carattere generale è che tutto ciò contribuisca a mante-

nere vivo in noi, nani di una contemporaneità troppo spesso dimentica del

passato, il valore e la forza del messaggio che costantemente ci proviene

dai giganti - più o meno ‘alti’ - della nostra tradizione.

***

Ferma restando la responsabilità totale e unica di chi scrive per qualsiasi

errore o dimenticanza, nel chiudere questa breve premessa non posso non rin-

graziare tutti coloro che hanno avuto la pazienza e la bontà - all’epoca - di

leggere questi miei contributi. Senza citarli qui tutti, mi limito a rinviare al-

le note specifiche dei singoli capitoli, in cui il loro positivo apporto viene

opportunamente ricordato. Alcuni di loro, però, meritano una citazione

speciale, se non altro perché con loro il dialogo, il confronto, a volte anche

il costruttivo dissenso non è cessato mai e non sembra voler cessare, fortu-

natamente: a loro, dunque, a Mauro Bonazzi, Riccardo Chiaradonna e An-

na Maria Ioppolo va un grazie ancor più convinto e sincero.

Per il prezioso aiuto nella redazione tipografica, nella correzione delle

bozze e nella composizione degli indici voglio infine ringraziare Caterina

Mulieri.

Roma, agosto 2005

Emidio Spinelli



Emidio Spinelli . :

This page is copyrighted

Refbacks

  • There are currently no refbacks.