LEIBNIZ E LA COSTRUZIONE DEGLI ESSAIS DE THÉODICÉE EDIZIONE E COMMENTO DELL'INDICE AUTOGRAFO
Giuseppe Tognon
LEIBNIZ E LA COSTRUZIONE DEGLI ESSAIS DE THÉODICÉE

EDIZIONE E COMMENTO DELL'INDICE AUTOGRAFO
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Gli Essais de Théodicée del 1710 1 giungono alla fine di un decennio

molto tormentato della esistenza di Leibniz e la loro storia redazionale ed

editoriale, alquanto complessa e carica anche di risvolti politici, non è

stata ancora pienamente chiarita 2 .

L’impegno di Leibniz all’apertura del secolo diciottesimo si concentra

su tre problemi principali: l’unione delle confessioni protestanti e l’ac-

cordo tra le chiese cristiane, l’organizzazione della nuova Accademia delle

Scienze di Berlino e il progetto di nuove Società, la difesa e la ridefìnizione

del proprio sistema filosofico con la ricerca di una più sicura sintesi tra le

riflessioni di ordine morale e giuridico e le rivoluzionarie soluzioni date

ai problemi fisici e matematici della dinamica e dell’infinito.

Negli stessi anni legge e medita due grandi testi filosofici: l’ Essay di Locke

e il Dictionnaire 3 di Bayle. Se commenta Locke e stende i Nouveaux

Essais 4 in relativa solitudine, è in un continuo commercio epistolare che

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segue, censura, indirizza le polemiche intorno all’opera e alla figura del

Bayle.

Locke muore nel 1704 e anche l’interesse per le discussioni gnoseolo-

giche pare venir meno con la scomparsa del loro più raffinato interprete,

mentre sul continente non scema, ma anzi si esaspera, la polemica teolo-

gica e filosofica intorno a Bayle 5 , tanto che Leibniz più volte manifesterà

la sua insoddisfazione per il modo con cui è condotta da entrambe le parti 6 .

Ben presto giungono però nuove difficoltà e la salute di Leibniz dopo il

1705 andrà scemando; dal 1704 i tentativi irenici si rivelano sempre più

spenti se non addirittura vietati dalla autorità sovrana. Nel campo cattolico

Bossuet scompare nel 1704, anche se il dialogo si era interrotto già nel

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1701: troppo forti e devastanti erano i contraccolpi della revoca dell’editto

di Nantes e della censura antigiansenista.

Infine nel 1705 muore la sua protettrice, l’amata regina Sofia Carlotta,

e la posizione di Leibniz si fa delicata perché risente dei disaccordi tra le

corti di Berlino e di Hannover. I suoi rapporti con il duca Giorgio Lu-

dovico peggiorano, tanto che nell’anno successivo egli viene bruscamente

invitato a non occuparsi più dei tentativi di unione con i protestanti di

Berlino; allora le sue speranze, anche di miglioramenti economici, si spo-

steranno verso nuovi sovrani più ad oriente, in particolare verso lo zar

Pietro il Grande e verso la corte degli Asburgo a Vienna 7 .

Leibniz non accetta di essere costretto nel ruolo di storiografo ufficiale

come invece intendeva ottenere con pesanti richiami il suo padrone: gli

ultimi dieci anni della sua vita saranno tormentati dal peso di portare a

termine la storia della casa di Braunschweig, il cui primo volume esce nel

1707 e il secondo insieme alla Teodicea nel 1710 8 .

Tutte queste difficoltà concorrono così a creare nello spirito del filo-

sofo un disagio profondo: egli soffre dell’inefficacia pratica, politica e di

immagine dei suoi numerosi sforzi, non riconosciuti o, peggio, ostacolati.

Leibniz sente urgentemente l’esigenza di rilanciare la propria immagine

moltiplicando l’attività editoriale, ma soprattutto producendo una sintesi

teorica più alta a cui affidare il compito di raccogliere e ordinare l’insieme

delle grandi questioni della filosofia e del gusto continentali, imprimendo

ad esse una sicura impronta razionale e cristiana. Era tipico della intelli-

genza leibniziana il cercare di dominare le difficoltà producendone l’or-

dine teorico e l’enciclopedia.

Il fatto che libera le sue energie e che lo decide al passo pubblico è

la morte del Bayle, nel dicembre del 1706. Leibniz vuole cogliere la pos-

sibilità di venire immediatamente ultimo ad interloquire con l’autore più

significativo della cultura scettico-erudita a base razionalista 9 .

Leibniz tenterà così, con una sofisticata operazione culturale, di ri-

lanciare la propria immagine di filosofo mediatore, ponte tra gli antichi

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e i moderni. Egli intende affidare al «saggio antibayliano» le ragioni e le

finalità di una intera stagione culturale e ciò spiega la cura con cui confe-

zionerà la sua nuova opera con la quale, in maniera dialogica e piana, in

lingua francese, intendeva rilanciare alla République des Lettres quel

compito chiarificatore che invece nelle dispute teologiche specialistiche e

ristrette era venuto meno.

Egli raccoglie velocemente le sue note, anche quelle — poche — stese

negli anni 1701-1702 alla corte di Berlino; rilegge ed annota testi già letti

e in gran segreto, tra l’inverno e la primavera del 1707, stende i tre saggi

di Teodicea sulla bontà di Dio, la libertà dell’uomo, l’origine del male; vi

premette l’importante Discours de la conformité de la foi avec la raison,

mentre la Préface , nella sua forma a stampa, sarà frutto di un successivo

lavoro di perfezionamento 10 . Nell’estate dello stesso anno il manoscritto

è affidato a Wolff affinché lo copi o lo dia a copiare 11 .

Solo in seguito alla difficoltà di trovare un editore olandese che ga-

rantisca una buona stampa e che sia disposto a retribuirlo con un numero

elevato di copie — almeno 120 — Leibniz ha il tempo di ripensare con

più calma al lancio e alla forma dell’opera. Ne preparerà una sinossi la-

tina da far circolare manoscritta tra i teologi tedeschi, talvolta insieme al

Discours preliminare che invece era a disposizione dei corrispondenti

francofoni, e stende l’ Abregé de la controverse réduite à des arguments en

forme dove darà forma sillogistica, ma sintetica alle tesi della sua Teodicea 12 .

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Leibniz non vuole incorrere nelle censure dei colleghi teologi e fa di tutto

per offrire loro la possibilità di afferrare le sue tesi e di non confonderle

o travisarle.

Decide infine di costruire le due appendici intorno alla disputa tra

Hobbes e il vescovo Bramhall e intorno al libro di W. King sulla origine

del male. L’intenzione leibniziana era anche quella di favorire l’acco-

glienza dell’opera in terra inglese, verso la quale per ragioni politiche, cul-

turali e religiose — la successione al trono, l’opera della Royal Society e

il Toleration Act del 1689 — tendeva l’interesse degli intellettuali e delle

corti europee. Inoltre tanta attenzione per i lettori anglosassoni probabil-

mente era stata voluta da Leibniz anche per la preoccupazione che desta-

vano le avvisaglie della polemica con Newton sul calcolo infinitesimale 13 .

Dall’esame della costruzione degli Essais de Théodicée possiamo quindi

renderci conto di quanto Leibniz, in un momento molto difficile della sua

vita, si riveli attento alla propria immagine e di come per la prima volta

nella sua carriera di scrittore si cimenti in un’accorta operazione culturale

e editoriale al cui esito affidare molto del suo prestigio e della sua scienza:

la cura portata alla costruzione dell’indice che qui editiamo non ne è che

una conferma. Anche il filosofo tedesco avverte la novità dei tempi ed

accetta di confrontarsi con la politica delle idee che nell’editoria e nella

sempre più estesa comunità intellettuale viveva la propria forte giovinezza,

foriera del nuovo gusto e di nuove rivoluzioni. Leibniz giungerà fino a

concepire scenicamente l’utopia finale della propria opera: con gusto raffi-

nato, in una favola sognata, richiama in vita Antonio Glarea, l’interlocu-

tore di Lorenzo Valla nel De libero arbitrio 14 .

Gli indici degli Essais .

Nella prima edizione degli Essais , apparsa anonima nel 1710, l ’ Index

servant à trouver ensemble les endroits qui s’éclaircissent
è situato alla

fine dei tre saggi, prima delle Appendici . In effetti nella materia dell’indice

non sono comprese né queste ultime, né l’Abregé , né la Causa Dei , que-

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st’ultima pubblicata a parte nello stesso anno, in 8°, 46 pagine più una

tavola 15 .

Nelle edizioni del Cavaliere di Jeaucourt, 1734, 1743 2 , 1760 3 , l’indice

viene stampato fuori numerazione alla fine del secondo volume e reca il

titolo più «moderno» di Table des matieres per cui viene corretto Registre

con Table anche nella avvertenza iniziale dove Leibniz stesso aveva scritto

« on a omis dans ce Registre ce qui est plus éloigné de la matiere».

L’edizione latina del Des Bosses, 1719, porta alla fine l’Index rerum

hoc ope contentarum che è la traduzione dell’indice francese. Nell’edizione

tedesca del Richter (1720) troviamo invece un nuovo indice.

L’ordine di impaginazione dell’opera era stato deciso da Leibniz per-

sonalmente: tra le sue carte conserviamo il foglio contenente da un lato

il titolo definitivo dell’opera e una citazione di Manilio e dall’altro la tavola

delle materie, da dove si vede che la ‘pièce’ più difficile da collocare era

l’ Abregé 16 . Diversamente da quanto risulta da questa indicazione

il libro nel 1710 uscì con l’ Abregé prima del Discours come anche Leibniz

in un primo momento aveva segnato. Probabilmente questo autografo

era stato preparato per una eventuale riedizione.

Tra gli inediti, dell’indice conserviamo due versioni. Una prima ver-

sione A che qui editiamo e una versione B più ristretta, di mano del co-

pista, quasi coincidente con la versione a stampa C 17 .

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Il nostro testo, la versione A, è la matrice da cui è stato ricavato B.

Occupa 6 grandi fogli, formato ‘reale’ riempiti solo su di un facciata più

due metà tagliate in verticale, cioè 14 carte riempite solo nel recto o

nel verso.

Si tratta di un collage: nei fogli aperti sono incollate già in ordine

alfabetico le minuscole strisce tagliate da una precedente raccolta. Questo

rivela bene come Leibniz abbia lavorato: testo alla mano ha costruito un

primo indice via via che leggeva e poi deve aver dato ordine di scomporlo

e di ricomporlo alfabeticamente su di un nuovo supporto. Nella nuova

forma è poi intervenuto ad aggiungere, riunire, correggere e riposizionare

o ad eliminare barrando le entrate superflue. Abbiamo pertanto ritenuto

indispensabile editare il testo evidenziando con opportuni accorgimenti

grafici la successione e i luoghi degli interventi leibniziani.

La versione B, LH Theol. III , 8 , occupa due fogli interamente riem-

piti per un totale di quattro carte e otto facciate. È una bella copia pronta

per la stampa anche se probabilmente non è quella che è andata in tipo-

grafia perché nel testo a stampa vengono corretti alcuni errori di riferi-

mento ai paragrafi e vengono integrate alcune omissioni del copista. Come

dicevamo, le differenze tra B e C sono comunque minime e quindi pos-

siamo considerare coincidenti le due versioni. Segnaliamo soltanto che

nella versione a stampa si francesizza in par tout l’indicazione latina per

tot e che anche nella edizione Gerhardt risultano alcuni errori di vario

genere 18 .

Di ben altro interesse è invece il fatto che il nostro originale A è quasi

doppio, per numero di entrate, della versione definitiva: abbiamo quindi

evidenziato in corsivo le entrate successivamente eliminate, cosicché la

nostra edizione rappresenta quasi la sovrapposizione tra le due, immedia-

tamente confrontabili.

È necessario aggiungere che tra gli inediti leibniziani conserviamo anche

un’altra importante tavola dei contenuti della Teodicea , fino ad oggi mai

segnalata: LH Theol. , IV , Collectanea ad Theodicaeam , c. 104-109.

Sono tre grandi fogli formato protocollo, di quelli normalmente uti-

lizzati da Leibniz, totalmente riempiti tranne l’ultima carta che è appena co-

minciata.

Si tratta di un indice dei contenuti, paragrafo per paragrafo, dei tre saggi,

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del discorso preliminare e anche della prefazione, nella sua prima versione

senza i primi sei capoversi — l’attacco era in «il y a deux labyrinthes fa-

meux ...» — e senza gli ultimi tre, consegnati allo stampatore insieme alla

tavola delle materie e al titolo nella primavera del 1710.

Il dato più interessante è però che questa sinossi è in latino e rappresenta

una sintetica traduzione di Leibniz del suo testo francese: ogni paragrafo — e

la numerazione segue ormai l’ordine definitivo — viene condensato in

poche parole dove si riprendono i concetti chiave o l’indicazione degli au-

tori e delle tesi criticate o accettate.

Sarebbe utile allora analizzare le corrispondenze francese-latino dei

termini filosofici fondamentali e poi farlo con la traduzione latina, nonché

osservare che cosa Leibniz stesso ritenesse meritorio di essere evidenziato.

Il manoscritto è però di penosissima decifrazione perché scritto in modo

fittissimo e con calligrafia minuscola e nervosa, proporzionale all’alto grado

di miopia ormai raggiunto dal filosofo tedesco: la fatica meriterà di essere

tentata quando degli Essais si intraprenderà la edizione critica. Allora

questa tavola potrebbe essere scomposta e ricomposta in testa ad ogni

paragrafo, quale insieme di titoli.

Che cosa Leibniz intendesse farne non è chiaro: il fatto che la Préface

sia utilizzata nella sua «forma minor» escluderebbe si tratti di un indice

preparato per la traduzione latina del Des Bosses, che lavorò sul testo a

stampa. Invece non è da escludere che Leibniz avesse pensato di pubbli-

carlo in calce ai saggi come sinossi latina, così come più tardi e in forma

diversa decise di fare pubblicando la Causa Dei 19 .

Sulla storia e la natura degli indici

Prima di passare al commento dell’indice leibniziano è opportuno sof-

fermarsi brevemente sulla storia e sulla natura degli indici.

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Il nostro caso, di un indice ragionato autografo di una grande opera

filosofica, va anche visto alla luce di un confronto con gli altri autori e

le altre opere della medesima stagione filosofica nonché alla luce della

pratica editoriale e del « costume » del libro nel medesimo periodo sto-

rico.

Per quanto riguarda il confronto con i grandi filosofi contemporanei

di Leibniz, è agevole osservare che nelle opere a stampa di Cartesio, Spi-

noza, Malebranche, dello stesso Hobbes, non compaiono indici, né ri-

sultano esistenti nemmeno là dove conserviamo i manoscritti. Sappiamo

che Locke acconsentì all’idea di introdurre l’indice solo dopo i ripetuti

suggerimenti editoriali di Molyneux e solo nella seconda edizione del

Saggio , nel 1684 20 .

E precisiamo subito che bisogna distinguere tra indici e tavole finali

o iniziali dei contenuti che nel Seicento erano anche molto estese, ma

quasi sempre riproposizioni dei titoli dati ai paragrafi o alle sezioni del-

l’opera.

Non possediamo a tutt’oggi studi esaustivi e definitivi sulla storia del

libro e della sua composizione, anche se si sta procedendo in molte dire-

zioni. È singolare che anche nella recentissima, monumentale Histoire de

l’édition française
non troviamo nulla di specifico sugli indici a stampa,

mentre troviamo un bel saggio sulla naissance des index in ambiente me-

dioevale 21 .

L’oggetto libro non cambierà significativamente per vari secoli, e

semmai solo nella forma: si trasformerà e le « transformations de l’objet

livre n’ont pas seulement un enjeu esthétique: elles définissent aussi les

conditions d’une nuovelle lisibilité» 22 ma per quanto queste trasforma-

zioni incidano, gli esperti affermano ad esempio che « entre la mi-XVIIIe

et la fin du XVIIIe siècle il n’est point de revolution comparables à l’ap-

parition du codex où à l’invention des relations analytiques entre le texte

et ce qui n’est pas lui, glosses, note, index» 23 .

Nell’antichità la fede cristiana privilegiava l’assimilazione profonda

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dei testi e quindi generava continui procedimenti mnemonici più che stru-

menti e indici, considerati una creazione propriamente «artificiale», ne-

cessariamente scritta ed esterna alla mentalità contemplativa. Di nuovi

strumenti si avvertì il bisogno solo con la prima scolarizzazione teologica

nel corso del dodicesimo secolo, quando la letteratura iniziava a superare

la capacità della memoria e l’urgenza della disputa superava la pazienza

della lettura continuativa. Pietro Lombardo lo dice: costruisce le sue

Sentenze per evitare al ricercatore di dover percorrere molti testi di-

versi 24 .

Dalle prime compilazioni al sistema di capitolazione, alle glosse, il

passo è breve: un nuovo salto avverrà con il diffondersi degli strumenti

per l’omiletica e l’esercizio retorico. Le prime classificazioni alfabetiche

sono quelle delle distinctiones bibliche: si tratta di una rivoluzione perché

significò introdurre entro la gerarchia e l’universale armonia degli enti

un ordine convenzionale e la possibilità di un ordine soggettivo di

lettura.

L ’ index fu l’ultima creazione della ingeniosità monastica e universi-

taria e viene dopo quella delle concordanze. Nacque contemporaneamente

nelle abbazie cistercensi di Francia e di Fiandra e nelle università di Oxford

e Parigi. Il nuovo sistema integrato di indici e concordanze permise un

accesso nuovo e più rapido ai grandi testi ed ai grandi autori della anti-

chità: prima la Scrittura, poi i Padri, i Dottori, infine Aristotele.

Gli indici erano allora strumenti preziosi e personalizzati, legati ai

bisogni di ogni comunità, di ogni scuola, di ogni area culturale, ma, so-

prattutto, erano quasi pezzi unici anche perché i codici manoscritti quasi

sempre si differenziavano per tipo di grafia, per lunghezza dei brani tra-

scritti e quindi per la numerazione delle pagine. Eppure tale fu il suc-

cesso, che nel XIV secolo troveremo dei veri e propri specialisti dell’in-

dice, pagati e favoriti da potenti e papi.

A questa storia ‘pregutemberghiana’ dell’indice sta simmetrica anche

un’altra storia ‘postgutemberghiana’, con una sua infanzia e una sua ma-

turità. Solo che la riproducibilità tecnica consentì agli indici di percorrere

la nuova vita in tempi più brevi e di svincolarsi poco a poco dal contenuto

di un testo fino a riproporsi come genere autonomo. Noi avremo che un

intero secolo, il diciottesimo, celebrerà nel dizionario e nelle enciclopedie

a stampa l’apoteosi dell’indice, ormai profondamente trasformato dal con-

correre di fenomeni culturali dominanti quali una straordinaria ambizione

intellettuale e l’efficacissimo nuovo processo di produzione e di scambio

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intellettuale e commerciale. Le « gout du siècle » è ormai sempre e solo

l’ordine alfabetico, e se gli esercizi della ragione classificatoria e rappre-

sentativa nei secoli avevano generato ogni sorta di nuove classificazioni

oltre quelle alfabetiche, nella sostanza l’alfabeto rimane l’unico elemento di

continuità in una realtà profondamente mutata. L’alfabeto ricopre solo

formalmente il volto nuovo della ragione moderna dispiegata tra esigenze

conservatrici di corretta nomenclatura ed esigenze innovatrici di ordini

concettuali e sociali diversi: dal circoscritto « arbor scientiarum» all’infi-

nito intreccio dell’« ordre des raisons ».

Anche il progressivo modificarsi e ‘secolarizzarsi’, nell’epoca mo-

derna, della stessa idea di Enciclopedia è tangibile nei manufatti librari

che ad essa aspirano. «Sarà sempre più diverso l’atteggiamento mentale

dei progettisti e degli esecutori dei dizionari, dei regesti, degli inventari

o delle enciclopedie metodiche, non più preoccupati di far coincidere il

loro lavoro con l’architettura di una esemplare ‘imago mundi’, e persuasi

che ogni nozione o conoscenza utile possa e debba ormai esser presentata

ad un pubblico vasto di lettori secondo un puro ordine convenzionale e

nel modo più facile e più propizio per i bisogni degli utenti» 25 .

Nel corso del Seicento la situazione degli indici è mutevole e alquanto

difficile a definirsi perché, purtroppo, anche i migliori repertori non

sempre portano la descrizione completa del contenuto di ogni libro 26 ; co-

sicché è impossibile ricavare informazioni attendibili sulla presenza o meno

di indici. Ma scorrendo anche solo gli Annali tipogra fici degli Elzeviri 27 ,

dal 1583 al 1712, ci si accorge che gli indici diventano sempre più rari a

partire dalla metà del secolo quando si preferiscono i formati minori e

quando termina la stagione delle grandi edizioni dei classici e si fonda

la legittimità « historique et critique » dei nuovi dizionari e della nuova

storiografia concettuale e ‘ideologica’. Rimane certo più facile trovare

l’ index rerum ο l’ index locorum veteris ac novi Testamenti nei trattati

giuridici e teologici: Grozio si legge sempre con indici locuplentissimi, ma

già le edizioni di Pufendorf portano indici solo a partire dal Settecento

quando il pubblico ne risentirà l’esigenza e quando le sue opere circole-

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ranno tradotte in tutta Europa. Bacone e Galilei nelle loro prime edizioni

non licenziano indici. Anche la grande edizione della Opera didactica omnia

di Comenio del 1657, ricchissima di lessici «vestibulum linguarum» e di

tavole dei paragrafi, non porta né indici rerum né indici nominum .

Sembra quasi che la generazione secentesca delle discussioni sul me-

todo e sui fondamenti per un attimo avesse recuperato il senso antico

della organicità del reale di cui la ragione può riconoscere ed impossessarsi

dei nessi, ma non può, se non forse solo che con l’intuizione matematica,

rappresentare l’estensione indefinita. È la crisi delle lingue naturali a

favore della leibniziana Characteristica universalis per formulare in sim-

boli direttamente i pensieri. In filosofia si vive un momento di essenzia-

lità espressiva e di sineddoche: se in genere in tutte le altre discipline,

negli indici sempre più settorializzati, i criteri di lemmatizzazione ten-

dono alla esaustività, l’indice leibniziano o quello citato del Saggio lockiano

sono scarne e concettose mappe di pensiero e sono costruiti a foresta, dove

le entrate generano una arborescenza sintagmatica molto forte. Gran parte

della originalità del Locke è certamente dispiegata nella entrata Reason

dell’indice del Saggio e le entrate Justice e Mal , da sole, aprono le porte

per una rilettura completa della teodicea leibniziana.

L’esame comparato di molti indici rivelerebbe bene il grado di atten-

zione culturale di ogni momento storico, tanto più nell’epoca moderna

quando, nel momento della loro composizione, interviene implicitamente

anche la preoccupazione dei gusti del pubblico: per molti secoli l’indice

ha svolto anche la funzione della ‘ manchette ’ pubblicitaria.

Commento all’indice leibniziano

L’indice è un indice sistematico o metodico ordinato con criterio alfa-

betico e costruito a foresta, con più rami per ogni entrata, a loro volta

ordinati secondo un criterio topologico nella successione dei paragrafi.

Confrontando il nostro indice con quello a stampa si nota che Leibniz

originariamente aveva considerato molte entrate nominum che poi eliminò

per rendere l’indice più coerente e compatto. Su 112 nomi propri — esclu-

se le scuole filosofiche — ne selezionò soltanto 22, compreso quello on-

nipresente di Bayle. Vi è un dato statistico molto interessante che con-

ferma la forza e l’esaustività di questo indice: degli 86 paragrafi del

Discours preliminare nell’indice ne compaiono — almeno una volta — 65

e dei 417 paragrafi dei tre Essais ben 374. E spesso un paragrafo è citato

con l’indicazione «a seguire». Del discorso preliminare i paragrafi più

citati sono i numeri 1, 9, 11, 13, 14, con almeno sette presenze, ma non

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c’è omogeneità che consenta di associarli 28 . Il paragrafo 1 è metodologico

e introduttivo mentre gli altri fan parte di due « digressions » storiche

ricche di nomi propri e di riferimenti che Leibniz ritenne necessario aprire

per indicare gli antecedenti filosofici e teologici della storia del problema

della conformità della ragione con la fede. Naturalmente, una volta sele-

zionate le entrate, si osserva che sono rimasti tutti i riferimenti al para-

grafo 1 mentre quelli agli altri paragrafi sono stati dimezzati.

Lo stesso accade con il paragrafo 18 dei Saggi , il più citato con ben 17

presenze, che tratta della favola di una « théologie presque astronomique »

che Leibniz attribuisce ad un « homme d’esprit » — finora non ancora

individuato — e che qui viene in breve raccontata per dimostrarne l’incon-

sistenza. Ma è certamente anche l’esempio principale della volontà leibni-

ziana « d’égayer la matière », concedendo il necessario ad un pubblico

curioso e abituato ad ogni sorta di « récit ». Proprio a questo paragrafo e a

questa storia emblematica farà riferimento la Préface nelle poche pagine

stese in un secondo momento.

Enfin j’ai tâché de tout rapporter à l’édification; et si j’ay donné quelque

chose à la curiosité, c’est que j’ay cru qu’il falloit égayer une matiere dont le

serieux peut rebuter. C’est dans cette veue que j’ay fait entrer dans ce Discours

la chimere plaisante d’une certaine Theologie Astronomique, n’ayant point sujet

d’apprehender qu’elle seduise personne, et jugeant que la reciter et la refuter

est la même chose 29 .

Ben dieci presenze conta invece il difficile paragrafo 119 dove Leibniz

espone la sua versione della teoria della concomitanza e dei tre gradi della

volontà divina; volontà antecedente o primitiva, volontà media, volontà

finale. Si tratta di un paragrafo capitale perché rivela esemplarmente il

senso complessivo della teodicea leibniziana, pensata per contrastare e

vincere la Teologia dell’onnipotenza di origine luterana e hobbesiana at-

traverso una riconsiderazione degli Attributi di Dio tra i quali privilegiare

quelli della sapienza, della ragione, della bontà.

Un buon conoscitore della filosofia leibniziana e della cultura moderna

di quel tempo può trovare nel confronto tra le due versioni di questo

nostro indice numerose occasioni di riflessione e talvolta anche nuove

piste di ricerca. Uno specialista inoltre può trovarvi anche riferimenti

sottili ad altre vicende o ad altri testi anche inediti.

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Si osservi ad esempio che Leibniz depenna dalla prima versione le tre

entrate sulla Gloire de Dieu , paragrafi 109, 123, 230, 233. È plausibile

ritenere, anche per quanto già accennato prima, che egli volesse forte-

mente evidenziare la sua diversità di posizioni rispetto alla tesi malebran-

chiana, allora vivissima e dibattutissima, della gloria di Dio. Si tratta

allora di un ritocco importante, di un indizio da non far cadere perché

coglie bene una delle differenze principali, anche se talvolta implicita, tra

la filosofia di origine francese da Descartes a Malebranche e quella di

Leibniz. Egli lucidamente vedeva nell’uso scettico-bayliano della imposta-

zione teologica cartesiana l’esito annichilente di un certo modo di conce-

pire i limiti della ragione umana, tesa tra rinunce preventive e azzardate

costruzione o suggestioni. Nel testo della Teodicea il riferimento è proprio

a Bayle. Al paragrafo 109 nega che Dio possa acquisire gloria solo dal

fatto che gli uomini gliela riconoscono, magari perché costretti: sono

semmai gli uomini che possono trarre vantaggio dal riconoscere con intel-

ligenza il piano finale della grandezza divina 30 . Leibniz nega che la gloria

possa essere esaltata fino ad essere considerata in maniera sproporzionata

un attributo divino come la bontà, la saggezza, la santità e la potenza:

avrebbe significato esaltare l’attributo della potenza a scapito degli altri.

E per cogliere appieno questa preoccupazione, bisogna con cura conoscere

le coordinate psicologiche e culturali della concezione cortigiana del tempo,

dove si instaurava immediatamente una equivalenza semantica tra l’idea

di potere e le sue forme «gloriose», la sua epifania nella architettura e

nella sociologia delle corti dell’assolutismo europeo 31 .

Nel paragrafo 123 Leibniz cerca di risolvere la difficoltà di ritenere

che vi sia un rapporto di causa-effetto tra la gloria di Dio e il « malheur »

degli uomini. Nel paragrafo 230 lo afferma chiaramente: « il n’est point

vrai que Dieu aime sa gloire nécessairement si l’on entend par là qu’il est

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porté nécessairement à se procurer sa gloire par les créatures» 32 . Anche

se poi le sue argomentazioni risultano deboli è evidente la strategia leibni-

ziana di negare valore costitutivo alla gloria e di accoglierla solo come

valore morale, cioè come segno di libero e spontaneo riconoscimento da

parte dell’uomo dell’amore e dell’amicizia divini. Le motivazioni com-

plessive di questa opposizione leibniziana sono molteplici e investono temi

generalissimi e ardui quali la stessa concezione dell’essere, analogica o

equivoca: una delle conseguenze dirette più interessanti riguarda il modo

diverso con cui due personaggi come Leibniz e Bayle traggono da tutto

ciò le motivazioni necessarie per sostenere una diversa idea della tolle-

ranza tra gli uomini.

Bayle, da scettico, propone la tolleranza tra gli uomini sulla base della

loro totale dipendenza dal medesimo Signore e dalla medesima inspiega-

bile esperienza di fede: Leibniz invece, pur senza giungere alla teoria

lockiana dei diritti individuali, pratica e teorizza l’idea di conciliazione e

di tolleranza attraverso il riconoscimento della sproporzione tra l’unità

fondamentale dell’universo che progredisce, l’universalità dei suoi principi

regolatori, l’inscindibilità monadica tra individuo e tutto, e invece l’espe-

rienza umana della finitezza e della debolezza. Per Bayle si trattava di

una tolleranza basata sulla inevitabilità e indefinitività della condizione

umana: per Leibniz di una tolleranza come riconoscimento delle possi-

bilità e delle finalità giustificatorie e autofondative della cultura e della

inventiva umana.

Un secondo esempio di genere diverso: l’indice che pubblichiamo con-

tiene l’entrata Scholastiques 302.320 , ma Leibniz poi aggiunge «il manque

l’histoire de leur dogmes D. 6 ». Questa annotazione, scomparsa con l’in-

tera entrata nella seconda versione, rappresenta una minuscola e strana

finestra su di una vicenda più complessa e che ci è utile conoscere anche

per confermare la data di stesura del manoscritto della Teodicea . Bisogna

tener presente infatti che Leibniz inserisce ad un certo punto del mano-

scritto un importante passaggio, nel paragrafo 6 del Discours , dove trac-

ciava una breve, ma limpida storia della filosofia da Platone agli scolastici

[...] jusqu’à ce qu’enfin les Scholastiques survinrent, et que le loisir des Cloîtres

46

donnant carriere aux speculations, aidées par la philosophie d’Aristote traduite

de l’Arabe, on acheva de faire un composé de Theologie et de Philosophie, dans

lequel la pluspart der Questions venoient du soin qu’on prenoit de concilier la

foy avec la raison. Mais ce n’etoit pas avec tout le succès qui auroit été à souhaiter,

parce que la Theologie avoit été fort corrompue par le malheur des temps, par

l’ignorance et par l’entétement; et parce que la Philosophie, outre ses propres

défauts, qui étoient très grands, se trouvoit chargée de ceux de la Theologie, qui

se ressentoit à son tour de l’association d’une Philosophie très obscure et très

imparfaite. Cependant il faut avouer avec l’incomparable Grotius, qu’il y a

quelques fois de l’or caché sous les ordures du Latin barbare des Moines, ce qui

m’a fait souhaiter plus d’une fois, qu’un habile homme, que sa fonction eut

obligé d’apprendre la langage de l’Ecole, eut voulu en tirer ce qu’il y a de

meilleur, et qu’un autre Petau ou Thomassin eussent fait à l’égard des Scholasti-

ques, ce que ces deux savans hommes ont fait à l’égard des Peres 33 .

Dietro questo paragrafo c’è l’urgenza provata da Leibniz mentre lavorava

alla stesura del libro di avere a disposizione una affidabile raccolta siste-

matica dei testi scolastici, per non smarrirsi e per poter recuperare testi

magari letti in gioventù e poi mai più ripresi. Durante gli anni 1707-1708

in quasi tutte le lettere al gesuita Des Bosses troviamo chiarimenti sui

nomi e sui testi di autori cattolici contemporanei o antichi: a Leibniz

non par vero di incitare il buon gesuita a realizzare quel manuale di sco-

lastica ad uso dei licei e delle scuole di cui gli aveva parlato in una lettera

precedente 34 . Leibniz non aveva ancora rivelato nemmeno a Des Bosses

che stava lavorando alla Teodicea . Finché nella lettera del 24-XII-1707

Leibniz ripropone in latino il passaggio già citato, quasi alla lettera.

Saepe dixi ad eos qui non nisi recentioris philosophiae sectatores probant,

non esse prorsus spernendos Scholasticos saepeque in eorum luto aurum latere

ut adeo operae pretium ingens facturus sit, qui selecta inde in usum publicum

aliquando congeret. Doleo deesse Theologiae et Philosophiae Scholasticae Histo-

riam, et vellem oriretur aliquando qui, quae Petavius et Thomasinus de Dogmatis

Theologicis coepere ex Patribus, ex Scholasticis absolveret. Ita Historiam dogma-

tum ad nostra usque tempora nancisceremur 35 .

47

Des Bosses approva e discute il suggerimento leibniziano 36 , per altro ri-

petuto in altre lettere successive 37 .

La osservazione leibniziana ha però altre radici più lontane nell’espe-

rienza dei colloqui interconfessionali ed anche un risvolto personale e

‘diplomatico’: è come un’esca, un segnale di interesse particolare nei

confronti del cardinale Tolomei, personalità dominante nel mondo catto-

lico e nella Compagnia di Gesù. Nel 1706 Des Bosses riferisce a Leibniz

le voci di una possibile elezione del Tolomei a Preposito Generale 38 . Con

il Tolomei Leibniz era già stato in rapporto epistolare anche riguardo agli

affari della Compagnia in Cina; in una bella lettera del 6-1-1705 si con-

gratula per l’intenzione del gesuita di raccogliere e pubblicare i testi del

Bellarmino, compresi gli inediti della controversia a Lovanio con il Baio.

Quello stesso progetto lo aveva spinto a riproporre nella medesima lettera

le sue considerazioni sulla necessità di avere aggiornati strumenti teologici

e filologici cui fare riferimento nelle dispute, necessari per «fondare soli-

damente la Pax Europea» e per evitare «gli scogli» delle incomprensioni

generate dalla difficoltà di orientarsi nei meandri della dogmatica. È la

prima formulazione del passaggio nella Teodicea e di quello al Des

Bosses 39 .

L’anno successivo (1707) il Tolomei, «scampato il pericolo» di

essere eletto a capo della Compagnia, secondo quanto riferiva il Des

Bosses pareva aver ripreso a lavorare al suo progetto 40 . Diventa chiara

allora l’associazione mentale tra le idee leibniziane espresse al Des Bosses

e il nome del Tolomei, primo destinatario di esse. Rileggendo una seconda

volta la lettera del dicembre 1707 troviamo che dopo il brano già citato,

48

prima dei saluti, quasi per caso, compare proprio il nome del Tolomei:

«Nihilne ampilus de Ptolomaeo nostro intelligimus?» 41 .

Infine, l’ultimo passaggio della vicenda è il suo definitivo emergere

pubblico nella Préface , nei suoi tre paragrafi finali aggiunti in sede di

revisione del testo nel 1708 42 ; citando il progetto del Tolomei poteva di-

mostrare i suoi buoni rapporti, e al massimo livello, con gli esponenti più

in vista di tutte le confessioni e favorire così l’accoglienza della sua opera.

Da un invito generico ad un riferimento preciso e personale sempre sot-

taciuto.

Anche prendendo le mosse dall’indice è possibile così cogliere l’intera

ricchezza del metodo di lavoro leibniziano, costruito intorno ad un rigo-

roso equilibrio tra teoria ed erudizione: nei suoi Essais il filosofo inten-

deva offrire al pubblico non solo la sua personale soluzione alle obiezioni

di Bayle riguardo al problema dei rapporti tra la ragione e la fede, ma

anche l’intera trama delle sue relazioni concettuali così da produrre, come

era nelle sue intenzione, il libro «avantcoureur» di quegli « elements de la

Philosophie generale et de la Theologie naturelle » a cui penserà con sempre

maggior frequenza negli ultimi anni della sua vita 43 .

49

NOTA AL TESTO

Per quanto riguarda i criteri tecnici di edizione ci siamo attenuti a

quelli tradizionali nelle edizioni francesi del Couturat , Opuscules et

fragments inédits
, Paris, P.U.F. 1903, ripresi anche da Gaston Grua

nella sua edizione di Textes inédits ..., 2 voll., Paris, P.U.F. 1948. Tra

parentesi quadre [...] si trovano i passaggi soppressi da Leibniz, mentre

tra quelle tonde (...) le aggiunte. I tre punti ... indicano le parole illeggibili.

Ovviamente tutti i tre tipi di segni possono presentarsi nella medesima

riga, ad indicare una aggiunta in un passaggio poi soppresso e viceversa

o più soppressioni ed aggiunte successive. Per permettere un confronto

tra questa versione e quella a stampa diamo in corsivo tutte le entrate non

presenti nel testo definitivo. Con la lettera maiuscola D Leibniz indica che

si tratta di un paragrafo del Discours . Segnaliamo che nel manoscritto ci

pare vi siano taluni rari interventi di altra mano, per integrare o ripren-

dere alcune parole dimenticate nel tagliare dal primo indice non alfabetico.

50

HANNOVER. NIEDERSÄCHSISCHE LANDESBIBLIOTHEK

LH. THEOLOGIE, III, 8, BL. 5-19

Abailard 171. 235

Absolu, droit absolu 78 v. pouvoir arbitraire

Académiciens resuscites 353

accidens distingués de la substance v. substance

Action 32.66 son principe 323. action des creatures 299.300.381.

399 niee 386 seqq. actions viennent des substances 400

[action son principe 323]

[actions des creatures 381.399]

[Actions dans les creatures 299. 300]

[Action des creatures niee 386 seqq.]

[Actions viennent des substances 400]

Adam sa cheute [112] 82. 112. Adam Cadmon 18

[Adam Cadmon 18]

Adepte en chymie D. 37

Ame. voyes causes occasionnelles

Ame son origine ou preexistence 86 seqq. 397. son immortalité D. 11

[Ame son origine 397]

[ame] si elle forme les idees 399

[Ame,] sa [commerce avec] representation du corps n’est point

arbitraire 130. 340. 344

[Ame] son union avec le corps [44] 400

[Ame] unie au corps, non arbitrairement 352. 354

[Ame] son influence sur le corps (D. 55.59 seqq. 63.) Voyes

Harmonie préétablie

[Ame comment agit sur le corps]

Ame modification du corps selon Spinosa 372

[Ame son immortalité D. 11]

ames non semblables en [soy] (tout); 105

Ames dans les semences 397

Ame universelle D. 7 seqq. [D. 8] D. 11

Ame des Bêtes voyés [ bestes ] Bêtes

51

[Amour de Dieu donne un grand plaisir 278]

Amour de Dieu sur toutes choses suivi du salut. 96. donne un grand

plaisir 278

Anciens connoissoient moins la grandeur de l’univers 19

Andradius 96

Ange president du globe de la terre 18

Angelus (Jean) Mystique D. 9

Animaux leur formations 403

anthropomorphisme 125

Astronomie employée en Theologie 18

arbitraire, si bien et mal [arbitraires 176] juste et injuste arbitraires

176

[Arbitraire] les loix de la nature ne le sont point 130 v. pouvoir

arbitraire, ny la vérité 185. ny la justice 185

Armin ou Irmin 139. 141

Aristote D. 11 D. 12. nie le chaos 379

[Aristote, 379 nie le chaos 379]

Arnaud 203. 211.223

Assassins peuples 257

Averroistes D. 7. D. 11

Auguste Empereur 326 Combien heureux 261

Auguste Empereur, combien heureux 261

S. Augustin 82. 370. non approuvé 283. 287 ceux qu’on appelle ses

Disciples 280.283

Augustiniens 330

Aureolus (Cardinal) 27

Auteur 211

[Auteur] sa regle de la composition des mouvemens 22

[Auteur] ses loix du mouvement 345. son Systeme v. harmonie

préétablie

s. Basile 378

Bayle fait des difficultés D. 27. combat la raison D. 46. combat la

distinction entre contre et au dessus D. 63. varie D. 84. (regretté

loué D. 86. combattu 135)

[Bayle] ses objections 107 seqq.

[Bayle] n’a point cru la nécessité de 3 dimensions 351

[Bayle] loué et blamé 353

[Bayle] a dissimulé l’harmonie préétablie 353

Becher ( Medecin ) 350

Becker, son monde enchanté 150

52

Bernacles 351

Bernier 27

Bêtes sans raison, et non sans consecution D. 65

Bêtes leur ames 89

[Bêtes] leur bien ou mal 250

Bien voyés mal

Bien comprend un état sans mal 251

Bien dans la partie voyés tout

Bien s’il prévaut au mal 13.123.148.217.219 seqq. 251.253.258

seqq. 262 seqq.

bien caché dans le mal 260

Bien (plus) estimable par le mal. 12.13

Bien ses especes 209 voyés mal

Bien métaphysique 118.119.209

Biens variés 124

bienfaits cachés 260. (119)

[Bienfaits cachés 119]

Bien heureux ont des instincts 310

Boëce 405

Bonartes (Thom.) D. 86

(bonheur combien preferable à la raison 316. 317)

Bon plaisir 110. 114

Bons malheureux, mechans heureux 16. 205

Bonté si preferable à la puissance (17) 135. Bonté de Dieu 116. 117

[Bonté de Dieu 116. 117]

Bramhall Eveque anglois v. Hobbes

Bredembourg contre Spinosa 373

Bronsvic (Duc Henry Jules) D. 13

Buckingham (Duc de) 32

Buridan son ane 48. 306. 307. Voyés indifference d’equilibre

Cabalistes 372

[Cabalistes... leur philosophie]

Caelius Secundus Curio 19

Caesalpin monopsychite D. 11

Cajetan ( Cardinal ) contre la raison D. 48

Caligula 166

Calvin approche de la Confession d’Augsbourg sur l’Eucharistie D.

18. non contre la raison D. 49. non contre la justice de Dieu 176

Calvin pour les raisons de la predestination 79. 115. 338

Carneades 308

53

Cardan content 253

Cartesius admet l’insolubilité des objections D. 68. D. 70 comment il

parle de la liberté 50. 292. son opinion sur l’union de l’ame et

corps 60. que la vérité est arbitraire 180. parle comme si Dieu

vouloit le péché 164

[De les Cartes (ius) dit que la vérité est arbitraire 180]

[des Cartes] (Cartesius) parle comme si Dieu vouloit le péché

164]

Casaubon, bon mot sur les Disputes 353

Catharine de Medicis 166

[Causes leur enchaînement 330]

Causes leur enchaînement 43.53. (330); [non] utile 55. 369

[causes déterminent utilement 369]

causes finales et efficientes sont deux régnés 247

Causes occasionnelles, leur Systeme est miraculeux 61 seqq.

Cautio criminalis de sagis 97

Celtoscythes 138

Certitude voyes liberté (distinguée de la nécessité 371)

[certitude distinguée de la nécessité 371]

chaleur son idée 356

chaos rejetté par Aristote 379

Charmoye 143

Choix a sa raison, voyés determination en tout

[Chrisippe 331.332.334]

Chrisippe 168. 169. 170. 209. 331. 332. 334

Chymie D. 37

Ciceron 168. (331.362)

[Ciceron 362]

[Ciceron 331]

Ciel Empyrée 19

Circomstances contribuent au salut 99 seqq. 105. 134. (v. grace con-

grue)

[le] Clerc (le) D. 85. 17. 188

Colere, son remede 326

Colloque de Mompelgard 238

[combien Dieu veut tout bonheur 112. 119. 120]

comedie des anciens 334

comete 245 (rapportée à l’enfer 18)

[comete, rapportée à l’enfer 18]

le comment ne peut etre expliqué dans les mysteres D. 54. 145

complete, voyes concours au mal. péché

54

comprendre expliquer (soutenir) différent D.5 D. 57. (voyes

comment)

comprendre a lieu quand on prouve à priori D. 59

Concours de Dieu est de donner les perfections 377

concours de Dieu au mal 1. 3

concours de dieu au péché (v. péché et son auteur 377) (dans

l’écriture 276
)

[concours de dieu au péché 377]

[concours de Dieu au péché dans l’écriture 276]

[concours de dieu moral au péché 4. 103]

concours (de dieu) moral au péché (4. 103) 107 seqq. (121.

131)

Concours de Dieu physique au péché 21 seqq.

Condamné à estre méchant, si cela se peut dire des hommes 5.112.126

Connexion des choses 9

Connoissance comment necessaire à l’action (188.) 401. 403

Circomstances contribuent au salut 99 seqq. 105.134. (v. grace con-

[Connoissance si necessaire pour faire quelque chose 188]

Conservation v. creation continuée

Conservation, si c’est une creation (continuée) 27.28. [66.] (

385)

[conservation comment creation continuée 385]

Content, ceux qui sont content sont preferables 15. 134. 254

Contentement (combien) empéché par la douleur 255

Contingence 362. 363

[contingence 365]

contingens, êtres ont leur origine de l’étre necessaire 7

contingens futurs convenables d’eternité 121. 122. (v. necessite mo-

rale)

contingens futurs déterminés 36. 37 conditionels 41

continu comment composé D. 70

Continuité sa loy 348

Contradiction, son principe inviolable D. 22

Contradiction, esprit de contradiction, ne marque point une liberté

Controverse de Theologie jugée par un prince D. 13

Convenable, moyen entre necessaire et arbitraire 345. 349

corps son influence sur l’ame. voyés ame

[corps accompagne les esprits 125]

Corps humain sa fragilité et durée 15

[Creation continuée 382 seqq.]

Creation continuée 382. 385. v. conservation

55

Creation si elle est dans la conservation v. conservation

creation raisonnable 398

creatures limitées 20.30.32 (v. imperfection originale)

Creatures leur limitations 377. [378.] 389

Creatures leur action niée 386 seqq.

(ne sont jamais des esprits purs 125)

(creatures intelligent combien Dieu veut leur bonheur 118.119.120)

Cremonin monopsychite D. 11

Cudworth 188

Cuperus (Franc.) 373

Cyrano de Bergerac 343

Damnation eternelle 133. 266 seqq.

[damnation eternelle 266 seqq.]

Damnation des enfants D. 39. (92.93.283)

[damnations des enfans 283]

damnation de ceux qui manquent d’istruction 95

Damnés [leur multitude] 17.113.133.270 seqq.

[damnés... 26.270 seqq.]

Davidii veridicus christianus

[Decrets leur ordre 3]

Decrets, leur ordre (3) 52.83.84

Decret de dieu unique pour l’univers 52

decrets (de Dieu) ne nécessitent point 365

Decret absolu 182 n’est pas sans raisons 79

[Decret absolu n’est pas sans raisons 79]

Decret de la grace de donner la foy n’a point des regles intelligibles

à nous 104

Denomination extrinseque 385

Despotisme voyes pouvoir arbitraire

[Destin raisonnable 228.231]

destin raisonnable 121.228.231

destin, non au dessus de Dieu 190. 191

destin à la Turque 55. 59. 367 (neglige les causes et détruit la mo-

ralité 369)

[destin à la Turque 367]

[destin à la Turque neglige les causes 369]

[destin à la Turque contre la moralité 369]

[determination v. indétermination]

determination voyes liberté [36] (contingens indétermination, cer-

titude, raison, indifference)

56

Determination se trouve en tout 36. 43. 44. 48. 52. 54. 196. 201. 304

seqq. 309.358.360

determination vient de l’interne et externe ensemble 371

determination de la raison nous approche de dieu 318

determination par les causes utile 369

Devotion (jeu de) 101

Diable et sa puissance 156

Diable Dieu de ce monde 18. sa cheute et ses revolution 18

Diable, sa cheute si dans l’Apocalypse 274

Diable traitant avec dieu par un Anachorete 271

Dieu [sa justice] voyés justice de dieu. Concours de Dieu. Permission,

decrets. providence volonté, perfections, gloire liberté fins bien-

faits. punitions, science, sagesse, royaume

Dieu, son existence prouvée 7. (niée 188)

[Dieu,] nature sans luy ne suffit point 350

[Dieu] infini 225

[Dieu] n’est point l’ame du monde 195.217

[Dieu] si plus prince ou principe 247

[Dieu] seul auteur 386 seqq.

[dieu] donne les perfections 377

[Dieu] ne sauroit estre indéterminé 337

[Dieu] confiance en luy 58

[Dieu] au dessus de l’interest 217

[Dieu] comment doit etre justifié D. 34 seqq. (145)

[Dieu] ses raisons sont cachées mais bonnes 338

[Dieu] ses bienfaits cachés 260

Dieu comment il veut le mal 23

Dieu contribue au péché, voyes Concours

Dieu n’est point cause du péché 135. v. concours au péché

Dieu ne fait point les gens mauvais 410

Dieu de ce monde 18

Dieux blâmés des payens 260

Dimensions [pourquoy] seulement trois par nécessité 351

Dirois, Theologien 197. 202

Disputans, leur devoirs D. 72 seqq

Disputes sans fin 353

Distance, s’il y a operation en distance D. 19

divination 362

Dole (Louis de) 27

Douleur son usage 342. 354. 357

[douleur] combien il empeche le contentement 255

57

[Douleurs] exercice pour les souffrir 256

durand de S. Pourçain 27.330. 361

durée des choses 386

Eduction 88

election a sa raison 309. 358. (voyés determination en tout)

[Election] ses raisons tirées de l’objet 104 v. resistance

[Election, comment] s’il faut se croire elu 107

Election a cause de la foy, 83. (Allant au delà, on ne trouve point

de regle que nous puissons reconnoistre 104)

Ende [376] (van den) 376

Enfer en forme de Comete 18

Entelechie 87

Epicurs 168. 169

Epicure 321

Epigrammes dans l'Ancienne Comedie 334

Equivoque des termes 280 seqq. 367

Erreurs viennent de la negligence D. 30. D. 31

[Cartesius] Esclavage (comment) opposé à la liberté 289. 295

Esprit (Abbé) 15

esprits, si dans corps 125

Evangile eternel 17

Evangeliques c’est à dire ceux de la conf. d’Augsbourg D. 18

Eucharistie D. 18

Evidence quand on en a besoin D. 72, D. 73

exceptions v. volontés particulières

exceptions, le sage n’agit point par exceptions primitives 337

existences, possibles y prétendent 201

Expliquer et comprendre différent D. 5. D.55

Fables leur usage 121. 260

[Fables utiles 260]

Faculté differente de la force 87

Fanatiques contre le principe de contradiction D. 22

fatalité voyes destin

Fechtius Theologien 266

Filiations diverses du fils de Dieu 18

Fins de Dieu 118. 119

Force ou puissance differente de la faculté 87

Formation des corps organiques v. organiques

58

Formes 323.381 (leur origine 87)

[Formes 381]

[Formes leur origine 87]

Formes possibles origin du mal 20

[Foy sans motifs, quelquesfois sans motifs D. 1] (Foy a ses motifs.

voyés motifs de crédibilité)

[Foy] comparée avec l ’experience D. 1

[Foy] combattue est souvent un combat des apparences contre la

veritable raison D. 43

[Foy comment opposée à la raison D. 1. distinguée de la Raison

D. 1]

[Foy,] comment conforme avec la Raison D. 1 seqq. per tot. 61

[Soutenir la Foy] se peut soutenir contre les objections D. 5

[Foy] contraire seulement aux vérités positives, et à la nécessité phy-

sique D. 3. [aux apparences]

[Foy] (est) contre les vraisemblances D. 28. D. 34. D. 79. D. 82.

85.243

François, prélats François contre Sfondrat 11. 92

Froid sa cause 153

Fulgence 82

Futurition 36.37

Futurs voyes contingens

Gellius (Aulugelle) 331

Genese eclaircie 244. 245

Germains origine de leur nom 139. 140. (leur Dieux 142)

Gibieuf (pere de l’Oratoire) 366

Gloire de Dieu 123

[Gloire de Dieu] ne le rend pas plus heureux 109

gloire de dieu, s’il l’aime nécessairement 230. 233

Godescalc 82. 272

Grace, ses aides 40.80.85.113.126.134. (voyes bienfaits.)

(grace congrue, v. circomstances)

[Grace] opere par le plaisir 278

[grace] ne necessite point 279

[Grace] preferable à la nature 316

Grace suffisante, si elle est donnée à tous 5. 95. 134

[grace] suffisante occulte 95. 283

[Grace] efficace par elle meme, combien necessaire 283

Gregoire de Nysse 17

59

[Gregoire le Grand 267] (Gregoire le Grand 267. délivrant Traian

272)

[Gregoire le Grand délivrant Cardan 272 Traian 272]

Harmonie universelle D. 44. 18. 62. 119. 124. 200

[Harmonie] des choses 9.12.119.130.74. (des esprits 13)

[Harmonie] des Régnés de la nature et de la grace 18.110.340.

voyes punition naturelle

[Harmonie préétablie 18]

Harmonie préétablie D. 8. D. 26. 18. 62. 188. 288 seqq. 353

[Harmonie préétablie] dans les bienheureux 310

hazard reel 362. 304. 362

Hazard, (s’il) contribue au salut 100. 101

Helmont le fils 86

Henri Jules Duc de Bronsvic D. 13

Hermes 142

Hermolaus Barbarus 87

Hesus 142

Hobbes [320.] 72. 172.220

Hofman ( Daniel ) D. 13

Homme voyes corps humain, humaine condition, vertus

homme, dans l’écriture 276. 277. 278

Homme microcosme 147

Homme si tout pour luy 194. 372. voyes creature intelligente

[Homme] peut etre surpassé par d’autres animaux intelligens 341

[Homme] peut devenir plus parfait 341

[homme] n’est pas

[Hommes ne sont pas] tant mauvais 220

[Homme] si coupable avant la volonté 5

[Homme] comment il se distingue devant Dieu 103.104

(s’aide de la grace en resistant moins 269)

Hommes mauvais également non semblablement 105

[Homme s’aide de la grace en resistant moins 269]

corps humain si fragile et si durable 15

Humaine condition comblent à plaindre 13. 14

Hurons 255

hypothese qui s’explique davantage si meilleure 264

jansenius 367

jansenistes 280. 370

[jansenistes appellés ainsi par leur adversaires 280]

60

Jaquelot 63.160.268

impanation rejetté par ceux de la confession d’Augsbourg D. 18

imperfection v. mal metaphysique

[imperfection originale voyes cause du peché et sa forme]

imperfection originale 20. 156. voyes peché et sa source

impossible et possible pris diversement 280 seqq.

impossible, s’il comprend tout ce qui n’existe [point est impossible]

(jamais) 163. 168. 171 seqq. 235

inclination non necessitante voyes nécessité

indétermination et indifference distingues 369

indifference v. liberté 302. 324

indifference et indétermination distingues 369

indifference [nous deplait] trop grand nous deplait 318

indifference d’equilibre, fausse 35. 46. 48. 132. 175. 176. 232. 303. 320.

365

[Indifference d’equilibre si enseignée]

[indifference d’equilibre] sans exemple 367

[indifference d’equilibre] seroit mauvais et absurde 312 impossible

313

inégalité dan l’ordre 246

inertie v. matiere

[infini 225]

infini [69.70] D. 69. D. 70. 225

[infini] actuel veritable 195

infini n’est pas un tout 195

instinct 403

[instinct] mêlé avec la raison 310 encor dans les bienheureux 310

Journal des Savans 358

Irmin Armin 139. 141

juge des controverses, le prince D. 13

Jungius (joachim) 214

Jurieux 268

justice fondée dans la nature 182 seqq. (240. v. arbitraire)

justice vindicative voyés punition

justice de Dieu D. 34 seqq. [D. 38]

[justice en Dieu reglée 177 seqq.] n’est pas sans regies 37. 38. 177

seqq

[justice de dieu] exclut [le pouvoir] l’exercice du pouvoir arbitraire,

voyes pouvoir arbitraire

[justice de dieu] par rapport au mal 1. justifiée 16. 106

61

[justice] si dieu (si elle) fait pecher pour pouvoir punir 166

axiomes de convenance

Keckerman D. 59

Kepler 30

King (Evèque) de l’origine du mal 240. 358

Labadie D. 14

Labyrinthe double P.

Lami (benedictin )

liberté voyes contingens, prescience, inclination (volonté)

[Liberté] [v. empire sur nos actions]

[Liberté] voyés spontanéité, indifference, nécessité

[liberté] si prouvée par le sentiment interne 292. 293. 299

[liberté] souffre des difficultés 2. 36. (réponses 6 seqq.)

[Liberté,] ses requisi ts 302

[Liberté] exempte de la nécessité 34

[liberté] d ’indifference comment vraye 323

[Liberté] n’est pas otée par l’impression du bien 45

liberté, servir à la raison 228

liberté indéterminée, voyes indifference d’equilibre

Liberté [sans] (compatible avec la) determination et la certitude

36. 43. 45. 199. (v. nécessité morale)

[Liberté] si elle a un empire sur la volonté 327. 328 voyés volonté

si elle veut vouloir

Liberté de dieu 110. 232

[Liberté en Dieu,] en tant que perfection 337

[Liberté] dans les bienheureux et les damnés comment 269

[liberté,] empire dans l’empire de Dieu 372

[Liberté] n’est pas detruite par le Concours de Dieu 34

[Liberté diminuée par] si diminuée par des impressions d’en haut

297

liberté cause du peché 277. 278. 288

Limbourg 373

Limitation voyés Creatures

Lock se retracte D. 19

Logique à quoy utile 27. son défaut sur les vraisemblances D. 28. D. 31

Loix si necéssaires dans les operations de Dieu 358 v. volontés gene-

rales et particulières

Loy de continuité v. continuité

Luc-Antistius Constans nom supposé, auteur La Cour 375

62

Lucrece poete 321

Lulle D. 59

Luther de la philosophie D. 12 non contre la Raison D. 49. D. 67.

D. 86

Maimonide 262

Mal, son origine vient des formes possibles 20. 156 (qui sont dans)

l’entendement 149. 151 (288. 335)

mal, son origine 1.20. son principe mauvais

mal, son origine du diable 273.275

mal s’il doit estre imputé à la culpe 264

[mal métaphysique v. imperfections, v. métaphysique]

mal privatif, voyes privation

mal dans la partie v. tout, admis par rapport au tout 47. 211. 212

mal ne doit pas trop etre regardé ny exaggeré 13. 15

mal n’est point necessaire 10

Mal. Le moins bon est un mal 8. 194

mal requis au meilleur 9. 145. 149. 155

Mal faisant un plus grand bien 10.11.114.165.211.239.334

Mal cachant son bien 260

mal par concomitance avec le meilleur [396] 237.239.336

mal s’il prévaut au bien 13. (v. bien même dans la vie future 17)

mal comprend les plaisirs excessifs 252. 259. v. plaisir

Mal, ses especes 1.20.209. physique et moral 1. son principe, v.

principe mauvais

Mal [phisique et] moral [241] (physique métaphysique 241)

Mal métaphysique 118.119.209 (v. imperfection)

[Mal voyes peché] mal moral voyés peché

mal morale source du physique 26

[mal physique venant du moral 26]

le P. Malebranche 185.203.204

Manicheens 136. voyes principe mauvais

Marchetti version de Lucrece 321

Martyrs contents 255

Martyrs, candidat du martyre, qui s’exerceroit à souffrir 256

mathématiques employée icy 8.18.22.30.212.214.224.234.241.

242.384

Matiere, son inertie 30. 347 et ses autres défauts 379. 380. 382

Matiere n’est pas l’origine du mal 20. 335. 379. 380

Mechans heureux, bons malheureux 16. 205

Mécontents voyés contents

63

Meier (Louis) auteur du livre de l’interprete de l’Ecriture D. 14

meilleur voyés mal requis par rapport au tout 147. 211. 212. voyés

tout

meilleur, Dieu le produit comme on le pourroit souhaiter 201

meilleur tousjours choisi de Dieu, objections 200. 218. 223 seqq. 228

meilleur, dieu le choisit tousjours 8. 23. 117. 119. 129. 130. 193 seqq.

197.201.203.208.218.339.341 (nous le verrions si nous le

pouvions connoitre 123. 135) (v. sagesse)

Melanchton solide et modéré D. 12

Melisse 152. 155

mêmes avec un tiers, mêmes entre eux D. 22

Menes 142

Messe des morts, ou l’on prie pour les réprouvés 271

Messie ainé des creatures 18

Metaphysique, mal ou bien 246. 247. 249. v. mal. metaph.

Metaphysique, mal ou bien 246. 247. 249. v. mal metaph.

Miracles, voyes Foy

Miracles 248. 249

Miracles de deux dégrés. D. 3 ne sont point détruits par la determi-

nation des choses 54

miracle en quoy opposé au naturel 207

miracles sont sans l’ordre des volontés generales 207

miracle ne cesse point par une loy generale 354

misere humaine, voyes humaine condition

misericorde cruelle 166

[punir, vouloir]

Modernes connoissent mieux la grandeur [des choses] de l’univers 19

Molina 30.135 molinistes 48.330.361.370

[molinistes 330. 361. 370]

monde voyés univers

[monde] si necessaire 189

[monde] n’est point animé 105

mondes possibles 42.413.416

monde, s’il vient d’une cause intelligente 188

Monopsychites D. 9

[mondes possibles 42]

monstres dans l’ordre 240. 241

Morus (Henri) 86

Moses Germanus D. 19

Motifs de crédibilité D. 1. D.5. D.29

Mothe le Vayer 253

64

Mouvement ses loix fondées dans la convenance 61

[Mouvement, ses loix 61]

moyen du sage est une partie des fins 208

Musaeus (Joh .) D. 20

Mysteres (voyes Foy et Miracles) leur comment D. 54. s’il y en a dans

la religion D. 60. (leur preuve par la raison D. 59)

mystiques 339

Mystiques comment mauvais et utiles D. 9

nature, ses loix ne sont point arbitraires 130. mais raisonnables 208

[Nature] sans dieu ne suffit point 350

[Nature. Priere à sainte mere nature 350]

[nature] vaut moins que la grace 316

necessaire v. impossible

[Newton pour l’opération en distance D. 19

Necessaire pris diversement 280. seqq.

[Necessaire.] Etre necessaire cause des autres 7

nécessité distingué de la certitude 371

[nécessité,] ne suit point des decrets 365

Necessite brute opposé à la liberté 371

Nécessité ne vient point de l’inclination prevalente 34 seqq. 43.53.

230.302

nécessité sage vaut mieux qu ’indifference absurde 339

Nécessité si elle détruit la moralité 67. 71 la louange 75

[nécessité] n’est point dans les impressions de la grace, ou de la

corruption 279

[Nécessité,] ses especes 168. 174

[Nécessité] hypothétique et absolue 37.53.67 [voyés liberté]

[Nécessité] geometrique logique ou métaphysique (opposée a la

physique et à la morale D. 20)

[Nécessité] morale 121.132.175.288.231.234.237. (si elle con-

traire à la liberté 199)

[nécessité morale 228.231.234.237]

nécessité morale de vouloir le bien est heureuse 312. 319. 343

(Newton pour l’opération en distance D. 19)

[Damnation des] Nicole 93

Nicole , sa distinction du pouvoir 282

Notions comunes doivent etre conservées D. 4. D. 38. D. 55. 177

Objections leur utilité D. 26. D. 40

[Objections,] les soutenir, [et prouve] est moins que prouver sa

these D. 58. D. 72

65

[Objections] s’il est necessaire d’y repondre D. 26. D. 40. D. 83. 293

[Origene contre Celse D. 52]

Objections contre la Foy recojvent des bonnes solutions D. 5. D. 4

[Origene contre Celse D. 52]

Opinion, [si son] combien son jugement suffit 259

[Opposée à la nécessité physique et morale D. 2. D. 20]

ordre depend des regies 359

organiques voyes formation 90

(Origene contre Celse D. 52)

Origenistes 17. 269

Orobio juif 373

Oromasdes 138

[Partie,] ce qui y est contraire l’est au tout D. 61

passé, s’il peut etre [change] rendu non passé 170

passion 32. 66. empire sur elles 64

[Passions, empire sur elles 64]

[passions] combien elles diminuent la liberté 289

Patience forcée ne suffit pas 254

S. Paul pour la sagesse et non pour le pouvoir arbitraire 179

peché. voyes mal. (concours au peché)

[peché, voyes concours au peché]

[peché] son origine 156 seqq.

[peché] (vient) de l’imperfection originale des creatures 288

[peché] son auteur 135 v. concours au peché. (S’il etoit evitable

155. 160)

[peché] n’est point necessaire [155. 160.] 407

[peché, rapporté tantôt au concours de Dieu tantôt à l’h ...]

[peché] vient de la liberté 277. 278. 288

peché n’est pas un moyen au bien 23. 25. 158. 166. 230

peché heureux 10. 11

peché comment desagreable à Dieu 114. 117. 125. 151

[peché] permis par concomitance 122. (du meilleur 237.239)

[peché par concomitance du meilleur 237.239]

[peché] comment Dieu y contribue 99. 161. 162

[peché,] si Dieu le veut 158. 163. 164. 166

[Peché] au commencement d’un estre, non admis 386. 387

[Peché] n’est point permis pour pouvoir pardonner et punir 239. v.

misericorde cruelle

peché originel 86 seqq. (sa propagation 91. 112. s’il damne 92)

[peché originel s’il damne 92]

66

Pelage s’il faut precher selon ses principes 265

pelisson 96

pensée confuse et distincte 124 confuses ... 310

pensées sourdes 311

perceptions représentent les objets non arbitrairement mais naturel-

lement 344.352.355

pensées confuses encor dans les bienheureux 310

peres contre la raison D. 47

[perfection sentie dans le plaisir 357]

perfection vient de Dieu 22.31.66. (377)

(sentie dans le plaisir 357)

[perfections viennent de Dieu 377]

perfections de dieu (226) comparées, 247. si bonté preferable à

puissance et sagesse 333. (v. bonté)

[perfections de Dieu 226] [leur comparaison 247]

perfectiones de Dieu métaphysiques et morales 77

permission du mal 3. 22. 127

permission du peché quand licite 24. 126. 128. 129. 158. voyés con-

cours moral (voyés peché)

perseverance dans le bien, combien naturelle 120

perses leur religion 137

Pfannerus 378

Phenomenes mal expliqués par un principe exprès 152

Philosophie conforme avec la Theologie D. 1 seqq. per tot. D. 6

philosophie des sociniens D. 16

Philosophie en quel état autres fois D. 6

philosophie interprete de l’ecriture, livre D. 14

pietistes ce que c’est D. 19

plaisir trop grand est un mal 252. 259

plaisir de la grace opposé au mondain 278

plaisir dans la victoire sur une grande difficulté 329

plaisir, sentiment de perfection 357

plaisir de l’esprit durables 254

Platon son ame du monde D. 2

Platon [379 ...] la matiere 379. 382

Plutarque 333

Pomponace monopsychite D. 11

possible v. impossible [166]. 174

possible et impossible pris diversement 280 seqq.

possibles leur conflit pour exister 201

(pouvoir) [puissance] pris diversement 282

67

Pouvoir arbitraire son exercice contraire la justice divine 6. 79. 167.

176. 180 v. arbitraire

predetermination voyes determination

predestination gratuite 103. 104

praedestinatus, sur praedestinatus livre 167

predestination voyés determination, prevision, causes, (choix) ter-

me fatal, (election)

[predestination] sa controverse en quoi fondée 78

predestination n’est pas sans raisons 79. 104

(gratuite 103. 104)

[predestination] s’il y en a au mal 81.82.167

preformation voyes [preformation des corps] organiques

Preissac D. 9

presence en plusiers lieux D. 19

presumption [D. 33 ou préjugé D. 33 ] ou raison provvisionnelle D.

33.

prevision 37. 38

[prevision de Dieu] n’existe point 365.400

[prevision] par les causes 330.361.368

prevision par le les decrets 363

prieres utiles non ob stant la (predestination) [predetermination] 54

prince juge de controverse D. 13

Principe exprès inconoissable pour expliquer les phenomenes 152

principe mauvais D. 37. (26. 120. 136 seqq. 152. 154. 156. 199.

379) (v. Manich. v. Zoroastre)

principes, voyes volontés generales

[principes], le sage agit toujours par principes 337

[principes] négligés dans les consequences 339

priorité de nature dans un instant 338

privation dans le mal 20. 27. 32. 33. 153. 378

probabilité, [comment] en extimer les degrés D. 28 contraire à la foy

D. 28 seqq.

Protestans (s’ils) sont en dispute entre eux sur la conformité de

la foy et de la raison D. 18 seqq.

providence de Dieu se justifie 16

Prouver a priori fait comprendre D. 59

prudence poëte 17

puissance indirecte 327

puissance obedientelle D. 3

punition sa justice sans examiner l’origine de la mechanceté 264

[punitions cachées 119]

68

[punition,] si elle a lieu quand elle ne sert plus 70. 73. 74. 126

[punitions cachés 119]

[punition] doit etre evitée s’il se peut 125

[punition] naturelle 112. 126

[punition cachées 119]

qualité et quantité 212. 213

[quantité et qualité 212 .213]

Quietistes en quoy dangereux D. 9

[avec ce qui fait effort de plusieurs cotés 325]

Raison enchaînement des vérités D. 1 (elle est louable D. 80)

[Raison] comment conforme avec la Foy D. 1 seqq. per tot.

[Raison] combattue [D. 96 seqq.] D. 46 seqq.

[Raison] ce qui est au dessus, et ce qui est contre D. 23. D. 60. D. 63

seqq. D. 66

[Raison,] combien le bonheur la passe 316. 317

Raison determinante (se trouve) en tout 44. voyes determination

[raison determinante] niée 308.321

Raisonnement en Dieu éminemment 192

Rationaux, espece de Theologiens D. 14

regies v. volontés générales. (loix. exceptions, principes)

régnés des finales et des efficientes 247

Régnés de la nature et de la Grace 18. v. harmonie

Remontrans et contreremontrans 77

representation 357

Reprouvée comment prieront selon quelques uns 272

(prieres pour eux 272.) (v. messe des morts)

Resistance mineure n’est pas une raison perpetuelle de l’Election 104

resistible, corruption et grace 219

Riche ( mauvais) paroit charitable 272

Rohan (chevalier de) 376

Romans, s’il arrivent quelques part 174

Royaumes des [cieux] Dieu, sa grandeur 19. 122. 130

Sagesse de Dieu, altitude 134. 179 paroist dans ce que nous en pou-

vons connoistre 134.145. voyés meilleur

Sainteté de Dieu 151. voyes peché desagreable à Dieu

Scaliger ( Joseph) ses vers D. 56

Scepticisme 353

Scholastiques 302. 320. (il manque l’histoire de leur dogmes D. 6)

69

Science de Dieu de trois sortes 40 seqq. (combattue 192)

Science moyenne 39 seqq. 47. 94. 102 (selon Gregoire le Grand 267)

Scot [330] 230232

Scotistes 330

semblable 212

semences renferment les corps organiques 91. (ame et corps 397)

Senior de la montagne 257

Sens trompent D. 64

Sens d’un auteur naturel, envisagé, evident etc. 281

Sennert 88. 89

Sfondrat (Cardinal) 11. 92

Slevogt (Paul) D. 13

[Scotus 232]

Socinianisme, son Tableau 386

Sociniens leur philosophie D. 16

... sont contre la justice vindicative 74

[Sociniens] nient la prevision 364

solution de continué [combien] cause de la douleur 357

Sonerus 266

Sophisme paresseux 55

Sorciers examinés 97

Souffrance de l’un pour l’autre 241

Foy Soutenir la foy, voyes Objection

Spee (Frid) jesuite 96. 97

Spinoza (173. 174.) 372.373.376.393

(son sentiment sur l’ame.) [Spinoza de l’ame] D. 9. (il n’est

point auteur due livre de l’interprete de l’ecriture D. 14)

[Spinoza 173. 174]

Spontanéité 34. 59. 64

[spontanéité] non seulement apparente 298

[Spontanéité entiere] (parfaitionné) par l’harmonie préétablie 288

seqq.

[Dieu,] Stoïciens 217

Stoïciens leur ame du monde D. 9

[Stoïciens plus modérés] moins pour la nécessité qu’on ne croit 331

Straton philosophe 187. 188. 351

Suarez 310

Substance distinguée des accidents 32.390.391.392

Substances crées ont des corps organiques 125

Substance agit 393.400. (commence par creation 396)

Supralapsaires 82. 167. 229. 238. 239

70

Temps ses parties indipendentes l’une de l’autre 383. 354

Terme fatal de la vie 56. de la penitence 57

[Termes fort equivoques 280 seqq. 367]

Terre, ange president de son globe 18 (son globe changé 244. 245)

[Terre, son globe changé 244. 245]

Tertullien sa saillie D. 50

Theologie conforme avec la philosophie D. 1 seqq. per tot. D. 6. D. 12

D.14. D. 17

Theologie naturelle et revelée 76. 115

Theologie Astronomique (imaginée) 18

Theologiens rationaux D. 14

Theut 142

Thomistes 39. 47. 330. 370

Tibere 166

Titans 143

Tolerance sur la predestination 78. 80

Tor dieu des Celtes 142

Trinité non contre le principe du même D. 22

Tout, au bien dans luy le tout peut contribuer un mal dans la partie

128.199.211.212 seqq. 243. (la beauté parait dans le tout

146) (la beauté souvent ne paroit que dans le tout 146)

Traduction 88

Traduction raisonnable 397

Trajan délivré de l’enfer 272

Tranquillité ne suffit pas sans le contentement 254

Tranquillité, après avoir fait le sien 58

Trinité représentée 150

Valla ( Laur .) 405 seqq.

Varieté requise 246

Variétés dans le biens 124

Vedelius D. 20

Velleité 404

Vérité sa source en Dieu 184

[vérité] non arbitraire 185

Vérités Eternelles (D. 2.) 184.190.191

[Vérités éternelles D. 2]

[Vérités positives D. 2]

Vertu tend à la perfection 181

Vertu humaines si elles sont fausse 15. 259

[Vertus] (celles) des payens si fausses 283

71

Vieil de la montagne 251

Vie si digne d’es tre recommancée 253

Union de l’ame et du corps v. Ame

Univers ce que c’est 8. Existant 10. sa grandeur 19. voyés monde

[Univers] s’il croit en perfection 202

Universalisme voyés volonté de sauver tout

Universalité des dogmes 90

Volonté va au bien en soy 154. 191. 240

Volonté n’est point nécessitée par le bien, v. Nécessité 236

Volonté si elle depend de l’entendement 51

Volonté si déterminée par l’entendement 309. 310

Volonté comme une balance 324. (Plus tôt coparée avec ce qui fait

effort de plusieurs cotés 325)

Volonté si elle veut vouloir 51.234.301.326.404

Volonté de Dieu va au (vray); bien [en soy] 8. 29. 80. 116. 144

Volonté de Dieu de sauver tous 80. 133. 134. (voyés creatures intel-

ligentes. voyés punition evitée)

Volonté prise diversement 282

[Volonté] pleine ou moins pleine 127. 134

[Volonté] antecedente et conseguente 22.81.114.119.222

[Volonté] du signe et du bon plaisir 162

[Volonté] generale et particulière de Dieu 204 seqq. 241

Volontés generales, v. principes

volontés generales de Dieu si nécessaires 358

[volonté generales] ne font point cesser les miracles 354. 355

1.
Essais de Théodicée sur la bonté de Dieu, la liberté de l’homme et l'origine du

chez Isaac Troyel à Amsterdam, MDCCX, in 12°, pp. XLIX, 660, 99, anonimi.
2.
La genesi e la struttura della Teodicea, di cui ancora non disponiamo della edizione

critica, è oggetto di un nostro studio che uscirà nel corso del prossimo anno; una prima

parte, dedicata alla ricostruzione sui documenti manoscritti e d’archivio dell’intera vicenda

redazionale ed editoriale dell’opera apparirà nel 1987 nel terzo fascicolo del «Giornale

critico di filosofia italiana». In questa succinta premessa ci limitiamo ad indicare le coor-

dinate personali e culturali entro le quali Leibniz concepisce, organizza e porta a termine

l’opera.
3.
Si tratta della seconda edizione ampliata del Dictionnaire historique et critique ...,

à Rotterdam chez Reinier Leers, 1702, 3 voll, in folio, 3190 pp. (cfr. E. Labrousse ,

Pierre Bayle, la Haye 1963, t. I, pp. 252-253). Il Dictionnaire fu l’opera che impressionò

la regina Sofia Carlotta al punto da diventare oggetto delle celebri conversazioni nei giar-

dini di Lünenburg nel 1702, per le quali Leibniz avrebbe preparato ‘par lambeaux’ la

sua Teodicea (cfr. nota 10).
4.

Dei Nouveaux essais sur l’entendement humain par l’auteur du système de l’harmonie

préétablie , pubblicati postumi solo nel 1765, disponiamo della edizione critica a cura di H.

Schepers e A. Robinet in G. W. Leibniz. Sämtliche Schriften und Briefe, herausgegeben

von der Preussichen [Deutschen] Akademie der Wissenschaften zu Berlin [AK], 1923

e ss., VI Reihe, Bd. 6, Berlin 1962, dove sono raccolti i vari testi documentari e prepa-

ratori.

5.
Se la lunga querelle di Jurieu si chiude nel 1706 con l’ultimo presuntuoso libello

Le philosophe de Roterdam accusé, atteint et convaincu e con la consegna al silenzio im-

posta al Bayle dal Concistoro della sua città, la controversia con Bernard, Jaquelot e Le

Clerc continuò anche oltre la morte del filosofo con la comparsa delle opere postume:

Jaquelot vi pone termine nel 1707 con la Réponse aux Entretiens, mentre Le Clerc si

accanisce contro Bayle sulla « Bibliothèque ancienne et moderne» fino al 1727. Contem-

poraneamente alla penetrazione della figura e della fama del Bayle nella nuova coscienza

dei Rifugiati si verrà aprendo un secondo fronte della polemica, indiretto e più teologico,

con protagonisti più giovani, che coinvolgerà La Placette, Philippe Naudé, Elie Benoist,

La Croze, Durand e quindi, con massimo retentissement, il Barbeyrac (cfr. L ABROUSSE ,

cit., t. II e F. R ETAT , Le Dictionnaire de Bayle et la lutte philosophique au XVIII e siècle,

Paris 1971). Leibniz, che era sempre rimasto in contatto con tutti i suddetti polemisti,

approvando spesso i loro sforzi (cfr. G. G RUA , Textes inédits..., Paris 1948, t. I, p. 64)

non era mai venuto meno alla stima e alla ammirazione per il Bayle e le loro relazioni

epistolari ne sono la migliore testimonianza (C. I. Gerhardt ed., Leibniz philosophischen

Schriften ( PH ), t. IV). L’immagine del Bayle che emergerà dalla Teodicea è ben diversa

ed unica rispetto a quella dei suoi avversari e le ragioni sono d’ordine filosofico e intimo,

non solo di maniera, tanto che non mancherà chi come il Pfaff , Dissertationes antibae-

lianae, 1720, antecessio n. d, e il L E C LERC , « Bibliothèque ancienne et moderne» t. XV

(1721), art. VII, pp. 179-180, vorrà leggervi il segno di quella ‘duplicità’ del Leibniz di

cui si parlerà lungo tutto il Settecento. Negli Essais di Leibniz per quanto riguarda i

giudizi sul Bayle cfr. la Préface, il Discours §§ 3, 27, 77, 80, 81, 84 e poi i §§ 32,

206, 353, 368.
6.
Cfr. Grua , cit., pp. 64-65; PH, III, p. 306 e 310, lettera a Th. Burnet: « J’honore

comme je dois la mémoire de cet excellent homme et lorsque je le combats, je le fais de

telle sorte que je suis asseuré qu’il ne s’en plaindroit pas s’il vivoit encore»; PH, III,

pp. 145-146, lettera a Beauval del giugno 1708. I contemporanei colgono subito lo stile

e la moderazione del Leibniz: M. Marais , Journal et Mémoires, t. III, pp. 308 e 340-345,

t. IV pp. 78, 243, non mancherà di opporre le espressioni del Leibniz alla mediocrità

degli altri critici del Bayle; Malebranche nel 1711, ringraziando dell’invio della Théodicée

scrive «je loue votre zèle et en meme temps votre modération dans la manière dont vous

refutez ses pénsées dangereuses et séduisantes», Oeuvres complètes, Robinet ed., t. XIX,

p. 813.
7.
Per la biografia di Leibniz e per la cronaca dei suoi spostamenti si veda K. Müller ,

G. Krönert , Leben und Werk von G. W. Leibniz. Eine Chronik., Frankfurt/M. 1969, in

particolare per gli anni 1704-1710 le pp. 187-222.
8.
Scriptures rerum Brunvicensium..., Hanoverae 1707, t. II 1710, t. Ill 1711.
9.
L’esame dei manoscritti della Teodicea ci consente di individuare che l’attacco ori-

ginario, certamente steso non appena appresa la notizia della morte del Bayle, era appunto

la sua commemorazione, rielaborata poi nella versione successiva e trasformata definitiva-

mente nella cronistoria dei rapporti con il filosofo di Rotterdam che troviamo nella parte

centrale della Préface. La versione originaria, che è anche il frammento più antico dell’ope-

ra, è edita dal Grua, cit., t. II, pp. 495-498.
10.
Già il GRUA , cit., t. II, p. 494 segnala doversi «rettificare la fantasia», in parte

fatta circolare ad arte dallo stesso Leibniz per ragioni di opportunità e di cautela, che la

Teodicea non fosse altro che la revisione degli appunti presi nell’estate del 1702 alla corte

prussiana: il vero lavoro, complesso, di cui ci restano non poche testimonianze negli ap-

punti autografi, comincia in verità molto più tardi, almeno dopo la prima revisione dei

Nouveaux Essais contro il Locke, portata a termine non prima del 1705. Della vicenda

redazionale, con particolare riferimento alla rielaborazione conclusiva del dialogo di Valla

(§§ 405-417) si è occupato anche A. Robinet , Les destinées du mythe de Sextus dans

la ‘Théodicée’
, in «Les études philosophiques», I (1982), pp. 101-109, quindi in « Studia

Leibnitiana Supplementa», vol. XXIII, AA.VV., Leibniz et la Renaissance, Wiesbaden

1983, pp. 12-36. Discuteremo la ricostruzione ‘ paleografica ’ del Robinet nel saggio in

preparazione.
11.
È questo uno dei nuovi dati più interessantti a cui è approdato il nostro lavoro

sui manoscritti: ne abbiamo traccia nelle lettere tra Leibniz e Wolff dell’estate 1707 (E.

Bodemann , Der Briefwechsel des G. W. Leibniz, Hannover 1895, LBrw. 1010), rinveni-

bile però solo dall’esame diretto dei manoscritti perché il Gerhardt nella sua edizione

dell’epistolario Leibniz-Wolff ( Briefwechsel zwischen Leibniz und Ch. Wolff, Halle 1860)

dà integrali solo le lettere del Leibniz mentre, proprio a partire dal 1707, delle risposte

del Wolff trascrive solo le parti da lui ritenute più interessanti (cfr. p. 13 della prefazione).

Al Wolff in seguito, ma sempre prima della stampa, Leibniz darà in lettura anche la

Causa Dei.
12.

La vicenda tipografica della Teodicea, a parte alcune necessarie e possibili integra-

zioni, è stata ricostruita da A. Stein-Karnbach nel suo prezioso G. W. Leibniz und der

Buchhandel,
Frankfurt/M 1983, pp. 1311-1322.

13.
Sulla storia di questa celebre polemica si veda J. E. Hofmann , Studien zur

Vorgeschichte des Prioritätstreits zwischen Leibniz und Newton um die Entdeckung der

hoeheren Analysis
, Berlin 1943; in italiano la scelta di testi a cura di G. Cantelli , La

disputa Leibniz-Newton sull’analisi
, Torino 1958 e la recente traduzione del saggio di A.

Rupert Hall, Filosofi in guerra. La polemica tra Newton e Leibniz , Bologna 1984.
14.
Essais de Théodicée… , §§ 405-417, PH , VI, pp. 357-365.
15.
Per quanto riguarda le edizioni della Teodicea facciamo riferimento al lavoro del

Ravier , Bibliographie des oeuvres de Leibniz, Paris 1937, che presenta purtroppo non

poche lacune e soprattutto abbondanti errori di stampa. Per la Teodicea va completato

con le precisazioni di P. Schrecker, Une bibliographie de Leibniz, in « Revue philo-

sophique », CXXVI (1938), p. 328. Tutta la questione, soprattutto riguardo al problema

delle ristampe francesi, merita comunque un nuovo esame.
16.
Leibniz-Handschriften, Theol., IV, Bl. 99 r.: «Titre / Essais de / Theodicee

/ sur La Bonté de Dieu, la liberté / de l’Homme et l’origine du / Mal... Quid mirum,

noscere mundum / Si possunt homines; quibus est et mundus in ipsis / Exemplumque Dei

quisque est sub imagine parva». ( Astronomica , IV, 895). LH Theol., IV, Bl. 99

v.: «Le contenu de ce livre / La Préface / [Abregé de la controverse reduite à des /

argumens en forme] / Discours préliminaire sur la conformité / de la Foy avec la Raison

/ Essais sur la bonté de dieu, la liberté de / l’homme et l’origine du mal, en trois parties

/ [ Index servant à trouver les ensemble les / differens endroits qui s’éclaircissent] /

[ Abregé de la controverse reduite à des / argumens en formel / index servant a trouver

ensemble les differens / [divers] endroits qui s’eclaircissent / Appendices / Abregé de

la controverse reduite à des / argumens en forme / Reflexions sur [l’ouvrage] [la contro-

verse] la dispute qui a / été agité entre M. Hobbes et le docteur Bramhall / Eveque de

Derry touchant [sur] la liberté, la nécessité et le hazard / Remarques sur le livre de

l’origine du / mal publié depuis peu [en Angleterre] à Londres». Il catalogo di riferi-

mento per i manoscritti leibniziani resta ancora quello curato sempre dal BODEMANN ,

Die Leibniz-Handschriften der koen. oeff. Bibliothek zu Hannover, Hannover 1889.
17.
A = LH. Theol., III, 8, Bl. 5-19; Β = LH. Theol., III, 8, Bl. 1-4. Per C

prendiamo l’indice come pubblicato dal Gerhardt, PH, VI, pp. 366-375.
18.
Nell’indice del Gerhardt, cit., segnaliamo che alla entrata Buridan il primo rife-

rimento non è 49, ma 48; all’entrata Creatures segue la dizione leur imitation da correg-

gere, probabilmente un refuso, in leur limitation ; mentre il primo riferimento all’entrata

Epicure, 109, è falso e va corretto con 169, ma questa volta si tratta di un errore

presente in tutte le edizioni derivante da un infortunio di trascrizione, presente già in B,

dalla nostra prima versione A.
19.
Sulla genesi della Causa Dei, vero e proprio sommario latino delle tesi della Teo-

dicea, circolata ampiamente tra il 1709 e il 1710 tra i teologhi tedeschi e stampata nel-

l’agosto del 1710, ma in un volumetto a parte, si veda per ora quanto detto da Grua ,

cit., II, p. 494. Aggiungiamo che la Causa Dei ebbe gestazione complessa e che di essa

conserviamo due versioni la prima delle quali, Synopsis Theodicaeae seu Apologetici Divi-

ni, LH. Theol., III, 4, Bl. 7-8, è certamente abbastanza ‘antica’ e corrisponde in modo

sintetico, ma estremamente espressivo, all’andamento della versione definitiva fino al §

109, dove prende il via la discussione teologica sulla grazia corrispondente alla terza

parte degli Essais. Questo confronto confermerebbe la nostra ipotesi paleografica che la

terza parte dell’opera non venne di seguito sotto la penna del filosofo come le prime

due. Che la sua redazione sia stata più tormentata ce lo conferma anche quanto già

segnalato dal Robinet, cit., a proposito del finale su Valla che in un primo momento

era stato avviato all’altezza di quello che poi diventerà il § 377 del testo definitivo, per

spostarsi quindi al § 405 con un diverso attacco.
20.
Lettera di Molineaux a Locke del 2.III.1692/3 e risposte del 28.III e 26.V.1694

in J. Locke , Works, London 1714, vol. III, pp. 511, 513, 524. Cfr. J. Locke , An Essay

concerning Human Understanding,
by P. H. Nidditch, Oxford 1975, p. xx.
21.

Histoire de l’édition française , sous la direction de H. J. Martin et R. Chartier, voll.

2, Paris 1984: M. A. et R. H. ROUSE, La naissance des index , idem, I, pp. 77-85, da cui

attingiamo. Nulla sugli indici a stampa anche in quella vera summa che è l’ Handbuch der

Bibliothekswissemschaft , a cura di F. MILKAU e G. LEYK, voll. 4, Stuttgart-Wiesbaden

1952-1962², né in R. LAUFER , Introduction à la textologie, verification, établissement,

édition des textes

22.
Histoire… , cit., I, p. 120.
23.
Ibidem .
24.
« Ut non sit necesse quaerenti librorum numerositatem evolvere, cui brevitas quod

quaeritur offert sine labore », Migne , PL, 192. 522.
25.
C. Vasoli , L’enciclopedismo del Seicento , Napoli 1978, p. 18.
26.
È purtroppo anche il caso del prezioso Répertoire des ouvrages imprimés en langue

italienne au XVIIe siècle, par S. et P. H. Michel , Firenze 1970 e ss. Non troviamo

indici nemmeno nella grande edizione in folio delle opere di Shakespeare , London 1623,

«che è senza dubbio l’edizione più studiata della storia della tipografia», C. Fahy , In-

troduzione alla bibliografia testuale, in « La Bibliofilia », Firenze 1980, p. 165.
27.

A. WILLEMS, Les Elzevier. Histoire et Annales Typographiques , Bruxelles 1880,

1964².

28.
Evitiamo di fornire un determinato riferimento editoriale per i paragrafi della

Teodicea, la cui numerazione, originale, è invariata in tutte le edizioni. Citiamo comunque

dalla edizione Gerhardt, PH, VI.
29.
PH, VI, p. 47.
30.
« Dieu, (dit il) l'Etre eternel et necessaire, infiniment bon, saint, sage et puissant,

possédé de toute eternité une gloire et une beatitude, qui ne peuvent jamais ny croître ny

diminuer.
Cette proposition de M. Bayle n’est pas moins philosophique que theologique.

De dire que Dieu possédé une gloire quand il est seul, c’est ce qui depend de la signi-

fication du terme. L’on peut dire [...] que la gloire est la satisfaction qu’on trouve dans

la connoissance de ses propres perfections; et dans ce sens Dieu la possédé tousjours:

mais quand la gloire signifie que les autres en prennent connoissance, l’on peut dire que

Dieu ne l’acquiert que quand il se fait connoitre à des Creatures intelligentes: quoy-

qu’il soit vray que Dieu n’obtient pas par là un nouveau bien, et que ce sont plustost

les Creatures raisonnables qui s’en trouvent bien, lorsqu’elles envisagent comme il faut

la gloire de Dieu », PH, VI, p. 163.
31.

Cfr. fra tutti N. ELIAS , La società di corte , trad. it. Bologna 1980 e lo studio

di L. M ARIN, Le portrait du roi , Paris 1981, dove si analizza il caso ‘reale’ del rapporto

tra relazioni concrete di potere e loro sistemi di rappresentazione nella Francia assolutista.

32.
PH, VI, p. 255. La difesa che Leibniz fa della saggezza di Dio contro ogni

possibile obiezione o rimprovero delle creature avrà come esito parallelo e necessario la

teoria del progresso dello spirito e la teoria della incomunicabilità delle monadi, riunite,

quelle pensanti, nell’armonia della Repubblica delle menti: ciò che H. Urs von Balthasar

nella sua grande opera Herrlichkeit, vol. IV, Im Raum der Metaphysik, Einsiedeln 1956,

(trad. it. Milano 1978, p. 427), definisce «protezionismo, situazione di non esponibilità

dell’esistenza umana, che conferisce alla coscienza della gloria di Leibniz un carattere di

intangibilità da parte di qualsiasi elemento tragico».
33.
PH , VI, p. 53.
34.
Des Bosses a Leibniz 25.1.1706, PH, II, p. 293 e Leibniz a Des Bosses 2.II.1706,

PH, II, 294: «Te vero, Vir Eximie, cum rectum iter ingredi videam emendandae atque

exponendae Philosophiae ad usum scholae, ut juventus non poenitendis principiis imbuatur,

etiam atque etiam (pro ea quam mihi indulges liberiate) hortari audeam, ne in re tanta

Reipublicae, imo Ecclesiae desis. Et Theologiam docenti ubique sese ofieret philosophia.

Pro cursu philosophiae ampliore, quem nunc non patitur tempus tuum, Breviarium phi-

losophicum condi suaderem, quale olim Eustachius a S. Paulo confecit ».
35.
PH, II, p. 344.
36.
«Historiam Scholasticorum opinionum nemo cum dignitate pertexet nisi qui omni

librorum hujus generis suppellectile instructus fuerit, quales in bibliothecis hujatibus

desiderantur quamplurimi; interim Suario et Vasquio aliisque nonnullis contentos esse

oportebit qui in recensendis Scholasticorum veterum placitis eorumque progressu satis

diligentes esse soient, quanquam non raro ea quae acutissime ab illis data sunt, istis

excidisse animadvertam », De Bosses a Leibniz, 16.1.1708, PH, II, 345.
37.
Cfr. PH, II, pp. 347.
38.
«Sed narro tibi, hie ipse Ptolemaeus, qui de tua in se benevolentia tantopere

gloriatur, fortasse, dum haec legis, societatis nostrae Praepositus est Generalis », Des

Bosses a Leibniz, 25.1.1706, PH, II, p. 291.
39.
39 PH, VII, pp. 465-466.
40.
La lettera del Des Bosses, LBrw. 95, Bl. 38-39, del 1.XII.1706, non è riprodotta

dal Gerhardt: segnaliamo che numerose per altro sono le lettere saltate o selvaggiamente

tagliate. Leibniz risponde il 1.II.1707, PH, II, p. 329, «Ptolemaeo gratulor quietem; si

munus suscepisset, non tam ipsi quam Ordini vestro gratulandum fuisset: nunc magnum

opus Bellarmini renovati et promoti ab ejus doctrina et ingenio spero».
41.
PH , II, p. 344.
42.
« J’espere que le R. P. Ptolomei, ornement de sa Compagnie, occupé à remplir

les vuides du celebre Bellarmin, nous donnera sur tout cela des éclaircissements dignes

de sa penetration et de son savoir, et j’ose même adjouter, de sa moderation », PH,

VI, p. 46.
43.
Cfr. lettera a Th. Burnet del 30.X.1710, PH , III, p. 321.


Giuseppe Tognon . :

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